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Referendum su Aimag, Bellelli e Benatti rilanciano

di Valeria Cammarota
Referendum su Aimag, Bellelli e Benatti rilanciano

Il sindaco chiede di fermare il percorso e offre in cambio il nuovo regolamento Il forzista vuole un quesito che chiarisca le diverse opzioni in campo per il futuro

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La discussione su Aimag torna prepotente in Consiglio comunale con quattro testi accorpati e soprattutto una clamorosa proposta che arriva da Forza Italia, capace di infilarsi nell’annosa e ancora irrisolta vicenda del referendum, promosso dal comitato “Acqua pubblica” per fare decidere ai cittadini se ad Aimag convenga essere incorporata da Hera. Ipotesi sul piatto insieme a quella dell’accordo con la mantovana Tea per un’aggregazione tra le due società.

Prima di entrare nel vivo del dibattito, il tema ha dato modo al consigliere Marco Bagnoli (Pd) di rispondere all’accusa di conflitto di interessi, sollevata dai 5 Stelle per il suo lavoro nella multiutility. Bagnoli ha annunciato una lettera al presidente del Consiglio, al Segretario generale e al sindaco con cui chiederà conferma della pienezza dei propri requisiti.

È stato inoltre approvato un emendamento proposto dal Pd alla mozione di Forza Italia che mira a tutelare la territorialità dei servizi e dei livelli occupazionali. Ma la situazione si è infiammata quando si è tornati a parlare di referendum e Decreto Madìa. Bellelli ha detto che il referendum non è l’unico strumento di consultazione popolare e ha proposto uno scambio ai sostenitori della chiamata alle urne: il regolamento che permetterà ai consiglieri di certificare le firme necessarie ad indire la consultazione sarà modificato se i proponenti sospenderanno l’iter referendario. In sostanza: non ci saranno modifiche a quesito in corso per evitare ricorsi al Tar di qualche portatore d’interesse.

«Il quesito, così come è posto, non può permettere a qualcuno di dire che io non prenderò mai una decisione contraria - ha specificato Bellelli - Non posso, perché è sbagliato preimpegnarsi prima di avere constatato la legittimità di quello che abbiamo scritto. Se il quesito fosse diverso, potrei prendere l’impegno, ma così no. Non ho mai detto che, secondo il decreto Madìa, dobbiamo vendere Aimag, ma che oggi esso impone ai Comuni una riflessione. I servizi pubblici locali vanno a gara dunque, in qualità di proprietari, dobbiamo trovare il modo migliore per essere competitivi in un nuovo contesto. Diversamente, saremmo qui a dire che va tutto bene».

Su questo argomento, è maturata l’idea di Forza Italia di una nuova proposta referendaria. È infatti opinione di Roberto Benatti che il quesito proposto dal comitato “Acqua pubblica” non contenga né la formulazione di diverse opzioni di scelta, né i termini del problema sul quale si andrà a votare. «Occorre chiarire al cittadino qual è l’esatta definizione dei termini del problema da risolvere - spiega Benatti - e far capire che si sta votando una proposta sull’azione da fare, che l’amministrazione può portare avanti o disattendere». Si apre quindi un nuovo progetto referendario e chissà che stavolta non sia l’amministrazione a guidare l’operazione...

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