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verso l’8 marzo

Sciopero anche a Modena nel giorno delle donne

Sciopero anche a Modena nel giorno delle donne

Non una di meno, il movimento globale contro la violenza sulle donne che ha portato in piazza a Roma 250mila persone lo scorso novembre, nasce anche a Modena con due partecipate assemblee, in via del...

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Non una di meno, il movimento globale contro la violenza sulle donne che ha portato in piazza a Roma 250mila persone lo scorso novembre, nasce anche a Modena con due partecipate assemblee, in via del Gambero la scorsa settimana e ieri nella sala Ulivi dell’Istituto Storico.

Dopo una prima riunione di confronto incentrata sui contenuti dell’assemblea del 4 e 5 febbraio a Bologna e sull’obiettivo prioritario della scrittura del Piano femminista antiviolenza, si è passati alla fase organizzativa per lo sciopero internazionale delle donne, collegato con altri trenta paesi, che anche a Modena coprirà diversi momenti nella giornata dell’8 marzo prossimo.

Molte le associazioni aderenti da quelle femminili alle Arcy gay e lesbica, lo spazio sociale Libera, ma anche insegnanti, educatrici, studentesse e singole cittadine interessate. Presente anche la Flc/Cgil «la nostra categoria ha una rappresentazione femminile dell’80% per questo abbiamo deliberato e indetto 8 ore di sciopero per lavoratori e lavoratrici del comparto scuola, università ricerca e alta formazione. Critichiamo il modello gerarchico e fintamente meritocratico della Buona scuola – ha dichiarato Mara Mellace, Segr. generale provinciale. Affrontare il tema delle violenze di genere e far emergere le relazioni di potere che si instaurano attraverso gli stereotipi maschili e femminili deve essere obiettivo della scuola pubblica».

Nei giorni in cui le referenti nazionali di Non una di Meno fanno uscire sul loro sito il vademecum con le indicazioni per scioperare e chiedono un incontro formale alla Camusso, si conferma dunque la copertura territoriale anche di Cgil oltre a quella dei sindacati di base Usb, Cobas, Slai Cobas, Usi, Sgb.

Negli altri settori di Cgil «c’è l’interesse di diverse categorie, ma data la crescente precarizzazione del lavoro è stata esclusa anche l’ipotesi di un momento di fermo di dieci minuti che sarebbe difficile per chi lavora a turni o in catena di montaggio: le donne hanno scelto di partecipare alle assemblee nelle fabbriche», ha spiegato Tamara Calzolari, Segr. confederale Cgil con delega alle politiche di genere.

Il programma dell’8 marzo è in fase di preparazione con quartier generale alla Casa delle donne. Dal presidio mattutino in tribunale a quello serale in piazza Mazzini alle ore 18, orario indicato per tutta Italia, si moltiplicheranno le iniziative: flash-mob in diverse parti della città, intitolazione di strade a donne distintesi per impegno politico e sociale, ma ancora danze, biblioteche viventi, lezioni fuori dalla scuola, azioni simboliche verso questura, ospedali, consultori, giornali e tutto ciò che la creatività femminista plasmerà. A ognuna è lasciata la libertà di manifestare con un gesto simbolico, in internet con foto, video con #lottomarzo, #nonunadimano esponendo segni distintivi o la matrioska, vestendosi di nero e fucsia, scrivendo sulle banconote l’invito ad aderire o con una vera e propria astensione dal lavoro.

Silvia Bonacini

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