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Scissione Pd, tensione Errani-Muzzarelli

Scissione Pd, tensione Errani-Muzzarelli

Telefonata tra i due ma il sindaco chiarisce: «Nessuna sfuriata, ci siamo parlati con franchezza tra persone che si stimano»

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Sale la tensione in casa Pd. Sale la tensione in Regione. Sale la tensione in Comune. Sale l’attesa per Bersani lunedì a Modena per quella che sarà la prima vera uscita tra la gente dopo la scissione del partito.

Paolo Trande, Walter Stella e Marco Malferrari hanno comunicato la loro uscita dal Pd e siederanno in consiglio comunale in un gruppo di sinistra che si concretizzerà nelle prossime ore. Intanto, ieri, è stata la giornata dello scontro, poi smentito, tra Vasco Errani e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli in seguito ad una telefonata politicamente agitata. Vasco va, Muzza sta.

Errani non ha fatto mistero della sua delusione, Muzzarelli è dall’altra parte del fiume ma nega che tra i due ci sia stato uno scontro politico. Il sindaco spiega: «Non c'è stata nessuna mia sfuriata al telefono, Vasco per me resta un amico nonostante l'amarezza del momento. In un periodo molto delicato per la storia della sinistra nel nostro Paese, io e lui stiamo prendendo decisioni diverse: io dentro al partito e lui fuori. Ce lo siamo detti con la franchezza di sempre, quella franchezza che solo persone che si stimano da tempo possono avere. Ritengo che la strada giusta, di fronte a un problema politico, non sia quella di fare un passo indietro ma semmai uno in avanti, anche candidandosi direttamente».

Ecco, invece, il commento ufficiale dei tre (Trande, Malferrari, Stella) via Facebook, ieri sera tardi, dopo la riunione con Muzzarelli: «È arrivato il momento di lasciare il Pd. Iniziamo un'altra storia. Oggi abbiamo comunicato ai nostri rispettivi segretari di circolo, al gruppo consiliare del Pd e al sindaco di Modena che lasciamo il partito democratico e aderiamo al progetto di ricostruzione della sinistra democratica di questo paese fuori dal Pd. Ai nostri interlocutori abbiamo assicurato che onoreremo il patto contratto con i cittadini modenesi nel 2014 che prevede il leale sostegno al programma elettorale di governo e al sindaco».

Stefano Bonaccini, a margine degli incontri di ieri, non ha voluto commentare l’uscita di alcuni pezzi da novanta della storia del Pd emiliano.

Tornando su Modena, la capogruppo del Pd Grazia Baracchi non fa certo salti di gioia: «Nel rispetto della loro scelta politica, non ritengo condivisibile l'idea che fuori dal Pd si possa meglio difendere quei valori che sono parte fondante del nostro stesso partito. Tutti e tre i consiglieri ribadiscono che rispetteranno il patto stretto con i cittadini che li hanno eletti e continueranno a sostenere questa Amministrazione. Confido, quindi, che si possa proseguire con responsabilità un proficuo rapporto di collaborazione sul percorso programmatico indicatoci dai nostri stessi elettori. È nel servizio alla città che si verificherà in concreto il permanere della disponibilità al dialogo e al confronto. Il Gruppo consiliare del Partito democratico, per parte sua, continuerà nel lavoro portato avanti in questi anni e nel rispetto del consenso raccolto tra i cittadini».

Marco Cugusi ha scritto ai colleghi di Sel il suo ingresso nella nuova “cosa” di Sinistra: «Oggi il quadro politico si è evoluto; la direzione che già avevamo auspicato e condiviso nel 2014, in vista delle elezioni amministrative, si sta finalmente concretizzando: immaginavamo allora come oggi un superamento di Sel finalizzato alla costruzione di una formazione più ampia, che potesse comprendere al proprio interno il civismo di sinistra, l'area ecologista, il mondo del lavoro, l'associazionismo, e che fosse utile al governo della città e del paese in un'ottica di vero centrosinistra. E' questo il motivo di fondo che ci ha spinto a costituire un gruppo consigliare unico con Fas, i compagni che hanno deciso di abbandonare il Partito Democratico, e con un patto di collaborazione stretto, già in corso da diversi mesi con i consiglieri di Per Me Modena». Aspetto, quest’ultimo, non di poco conto per gli equilibri del consiglio comunale.

Davide Berti

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