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Studenti al meeting per trovare il lavoro: l’obiettivo è l’estero

di Gabriele Farina
Studenti al meeting per trovare il lavoro: l’obiettivo è l’estero

In 600 al Foro Boario per conoscere e prendere contatti Flessibilità e le nuove opportunità: «Ci vuole anche fortuna»

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«Il lavoro è la vita». Oltre seicento studentesse e studenti della provincia hanno invaso ieri il Foro Boario per una nuova giornata di "Ri-comincio da me". Erano pronti a incontrare aziende del territorio, a conoscere "dritte" utili e a iniziare a entrare in contatto con una realtà che sperano d'incontrare presto. Un "meeting" che per molti di loro potrebbe essere all'estero. Scetticismo verso il proprio Paese o la volontà di scoprire nuovi orizzonti? Magari saranno entrambi i fattori, ma di restare per molti di loro proprio non se ne parla.

«Il lavoro è un sogno - ha confessato Alice Ghedini - possibile, ma difficile». Con le amiche Elena Lodi e Giusi Mariano è stata attratta dai percorsi sociali in mostra ieri. Tutte e tre punterebbero sulla strada internazionale. «Il problema non è tanto trovare un lavoro a Modena - ha ripreso Alice Magnoni - ma in generale in Italia». La giovane stava esplorando banchi dedicati alle lingue e alla bellezza. Con lei Simona e Chiara Sgarbi. «Speriamo di trovare un'opportunità - ha spiegato la prima - magari scoprendo corsi di cui non conoscevamo l'esistenza».

«Se uno s'impegna tanto si può trovare un lavoro - ha ripreso la seconda - ma bisogna essere flessibili». "Flessibile" è un termine affrontato nel corso delle presentazioni. «Sapete che differenza c'è tra flessibile e precario? - ha domandato un rappresentante di un'azienda - Nel primo caso, sono io a scegliere il tipo di orario, nel secondo m'è imposto». In altri casi le ragazze e i ragazzi hanno potuto conoscere maggiori elementi sui curriculum vitae. Quali informazioni valorizzare? Quali elementi si possono tralasciare? Cosa vuol dire "autorizzazione al trattamento dei dati personali"? Queste e altre domande hanno conosciuto una risposta nel corso della mattinata. Per tanti studenti intervistati occorre lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Qualcuno sa già cosa fare terminati gli studi. Una ragazza ha garantito che intende diventare odontotecnica ed è pronta ad affrontare molte sfide perché «la strada è lunga e bisogna impegnarsi». C'è chi ha scelto di lavorare in una casa di riposo, ma non ha rinunciato a mettersi in gioco e conoscere sempre di più il mondo del lavoro. «Sono venuta ad acquisire maggiori informazioni sull'università - ha ripreso Eleonora Catalano - per me il lavoro indica il futuro. Vedo però in modo negativo il mondo dell'occupazione». Alcuni sono tornati... dall'altra parte della barricata. Avevano una maglietta blu e fornivano informazioni agli studenti. Spiegavano loro quali informazioni trovare, qual era il programma, soddisfacendo le loro curiosità. «Sono sessanta ragazzi - ha dichiarato Gabriella Baroni, componente dello staff - e sanno come muoversi perché hanno partecipato alle edizioni precedenti e ad altri appuntamenti». Parlando con i ragazzi si trovava anche qualcuno disposto a rimanere. «Il lavoro è un modo per vivere e aiutare il Paese - ha concluso Luigi Duraccio - per quanto oggi non sia per niente facile trovarlo. Serve studiare tanto, ma serve un po' di fortuna».

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