Tecnico del Comune di Frassinoro soccorre i terremotati
FRASSINORO. Una settimana tra i terremotati di Caldarola (Macerata), passando di macerie in macerie, per dare supporto tecnico in vista della ricostruzione. È l’esperienza da cui è appena tornata...
FRASSINORO. Una settimana tra i terremotati di Caldarola (Macerata), passando di macerie in macerie, per dare supporto tecnico in vista della ricostruzione. È l’esperienza da cui è appena tornata Silvia Gigli, responsabile dell’Ufficio tecnico lavori pubblici di Frassinoro: dall’11 al 17 febbraio è stata in trasferta là nell'ambito del servizio coordinato dall’Anci regionale con la Protezione civile.
Un’opera vasta che ha impegnato dall'inizio dell'emergenza 1.706 volontari (di cui 425 Anci) della Regione Emilia Romagna e che si è conclusa domenica con il passaggio di consegne alle Marche. Tra i 167 tecnici mobilitati, c’è stata anche la geometra di Frassinoro, unico Comune del modenese presente in quest’ultima fase. Ha formato una task force con una collega di Guastalla e agenti di polizia municipale di Faenza e Ferrara e ha dato una mano concreta in condizioni di lavoro molto complicate: quartier generale in un container per esaminare schede tecniche e capire cosa è agibile e cosa no, ma anche studiare come progettare al meglio il nuovo villaggio di container. Poi sul posto per le verifiche, in un’attività a ciclo continuo dalle 8 alle 20, neanche un’ora di pausa per il pranzo a mensa sotto il tendone.
«Un’esperienza davvero intensa - racconta - innanzitutto dal punto di vista umano, perché trovarsi di fronte a persone che hanno perso tutto e cercare in qualche modo di infondere coraggio è impegnativo: hanno bisogno di aiuti, certo, ma soprattutto di calore umano. Poi è stato importante anche dal lato tecnico: Frassinoro è in zona sismica, speriamo sempre che non succeda niente, ma nel malaugurato caso che ci sia una crisi l’esperienza maturata in un contesto del genere può essere preziosa».
Certo fa specie che un piccolo Comune con meno di 2mila abitanti decida di privarsi, anche se solo per una settimana, dell’unica sua tecnica d’area (senza la Gigli, niente Lavori pubblici). Ma è un territorio generoso, come ha dimostrato anche con le spedizioni di fieno da Piandelagotti. «È stato un sacrifico - ammette il sindaco Elio Pierazzi - ma andava fatto per quella gente».
Da parte propria, la Gigli sarebbe pronta a fare il bis: «Anche domani - chiosa - Nonostante tutto, quelle persone credono nel domani, ed è giusto che venga ricostruito quello che avevano». (dm)
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