Da Modena al mondo Modest, prima rivista sulla moda islamica
La direttrice Lidia Casari: «Fenomeno globale in crescita. Normalizziamo e valorizziamo la diversità e l'integrazione»
MODENA. Nasce a Modena ma si prefigge di conquistare i mercati internazionali della moda. Si chiama Fashion Gallery Modest ed è la nuova iniziativa editoriale della Publish For, una casa editrice modenese con sede a Bologna che si occupa di moda a livello mondiale. La rivista semestrale «rappresenta oggi l'unica pubblicazione cartacea attualmente esistente in tutta Europa dedicata alla Modest Fashion», afferma la direttrice di testata Lidia Casari. La Modest Fashion è il nome con il quale viene definito l'abbigliamento islamicamente corretto che guarda alle tendenze occidentali.
«La moda islamica applicata all'Occidente è oggi un fenomeno globale in forte crescita», dice Lidia Casari.
A Modena e provincia, territorio in cui vivono circa 30mila musulmani, sono migliaia le ragazze di seconda generazione che, pur portando il velo, sperimentano un abbigliamento occidentale fatto di accessori, scarpe sportive, abiti con maniche lunghe, non trasparenti e non aderenti.
«Si cerca di veicolare un modello di moda musulmana non omologata né luttuosa ma vivace e colorata, pur nel rispetto delle regole dell'Islam», sottolinea Lidia Casari.
La redazione del semestrale, che sarà ordinabile tramite internet all'indirizzo www.fashionfocusmag.com e si rivolge agli addetti ai lavori della moda più che ai clienti finali, è popolata da professionisti del modenese e si avvale della preziosa collaborazione con l’“Islamic Fashion Council” di Dubai. «L'obiettivo della nostra iniziativa è quella di dare visibilità alle tendenze che arrivano dal Medio Oriente e dall'Asia dove le settimane della moda e le sfilate della Modest Fashion sono una realtà consolidata. Proprio secondo uno studio recente condotto dall'associazione degli industriali di Dubai, la moda islamica risulta essere uno dei settori commerciali in maggiore espansione nel mondo con un giro d'affari che arriverà a toccare i 330 miliardi di dollari entro il 2018 rappresentando così il secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti. In Europa, dove il 6% della popolazione è di religione islamica, questa moda sincretica è nata con l'immigrazione in prevalenza araba e magrebina ma è grazie al fenomeno delle fashion bloggers musulmane, le hijabistas, le islamiche smart e casual-chic che ha acquisito visibilità: «Il nostro è un progetto lungimirante che guarda a un mercato dalle enormi potenzialità», aggiunge Lidia Casari. Benché l'obiettivo dichiarato sia commerciale, l'iniziativa della Publish For si configura come un'opportunità per i produttori del tessile della zona colpiti dalla crisi: «È una straordinaria occasione di reinventarsi per le piccole e medie realtà del territorio». Inoltre la Fashion Gallery Modest si presenta come uno strumento per osservare l'evoluzione dei costumi delle comunità e delle società islamiche, «Pur non entrando direttamente nel dibattito culturale intorno al velo e all'Islam, la nostra pubblicazione desidera normalizzare e valorizzare la diversità e l'integrazione delle minoranze a Modena, in Italia e nel mondo», conclude la direttrice.
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