Modena, ordina cappuccino e paste: poi rapina la barista
La donna: «Il bandito si è seduto in saletta e ha atteso che il fornitore andasse via Ha puntato il coltello e ha voluto i soldi della cassa e quelli che avevo in borsa»
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MODENA. Cappuccino, paste, coltello e rapina: è la colazione di un giovane straniero in azione ieri mattina al bar Barrique in viale Jacopo Barozzi, il locale che si trova all’intersezione con via Rangoni.
La barista, Maria Improta, è la mamma del giovane titolare: «Ero io in servizio- racconta - perché sostituivo mio figlio che non si sentiva bene. Meglio così, devo dire. Io ho mediato, ho un po’ assecondato il bandito e non ho reagito. Se ci fosse stato mio figlio invece, che è bello grosso, forse sarebbe andata diversamente e non si sa mai in questi casi... va a finire che ci si mette in pericolo per nulla».
Il rapinatore ha atteso il momento giusto per fare il colpo. «Questo giovane, alto, che indossava un parka e che a mio avviso, per la carnagione, poteva essere un pakistano - racconta la signora Maria - è entrato presto, prima delle 7. C’era solo lui. Mi ha chiesto, con gentilezza, un cappuccino per lui, un altro da portare via e due paste al cioccolato. Gli ho risposto che il fornitore che doveva consegnare le paste non era ancora arrivato e allora lui ha detto che avrebbe aspettato. Gli ho fatto il suo cappuccino, lui lo ha preso e si è portato in fondo al bar, dove c’è una saletta. Ho poi notato che il cappuccino non lo ha consumato...».
Una volta consegnate le paste dall’addetto, il bandito mette in atto il suo piano. «Quel giovane - racconta la barista - mentre l’uomo mi consegnava le paste era uscito. Forse non voleva farsi vedere. Poi quando l’addetto si è allontanato, lui è rientrato dicendo che era andato a prendere qualcosa in macchina. Allora gli ho detto “ecco, questo è il suo cappuccino da portare via” e lui ha tirato fuori un coltello, anzi, un coltellino, me lo ha puntato e ha detto “dammi i soldi” e ha indicato con la lama la cassa. Ho preso quel poco che teniamo come fondo per l’apertura, un centinaio d’euro e glieli ho consegnati. Lui ha rilanciato: «ok, però adesso dammi anche i tuoi”. Aveva visto che avevo la borsa, che l’avevo sotto al banco. Ho dovuto aprire il portafoglio e dargli quei sessanta euro che avevo». E poi il giovane è fuggito, a piedi, con calma. La signora è sconsolata: «Tanta, troppa delinquenza in giro, ci vorrebbero leggi che ci tutelino, che diano cioè qualche punizione a chi ruba, a chi penalizza le persone oneste che vivono del loro lavoro».
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