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Pavullo, addio al consorzio delle “Valli del Cimone”

di Daniele Montanari
Pavullo, addio al consorzio delle “Valli del Cimone”

L’uscita dall’ente di promozione turistica votata da maggioranza e Cinquestelle Critico il Pd: «Non potremo più partecipare a importanti bandi della Regione»

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PAVULLO. Pavullo esce dal Consorzio di promo commercializzazione Valli del Cimone. Venerdì in Consiglio è stata approvata la mozione dei 5 Stelle Fabio Catani e Davide Venturelli che sottoponeva questa esplicita richiesta: la maggioranza l’ha appoggiata compatta, mentre il Pd ha espresso in modo molto sentito la propria contrarietà. Era dal 2007 che Pavullo faceva parte del Consorzio, ente privato che include anche le associazioni di categoria, oltre agli altri Comuni del Frignano. Già nella legislatura 2006-2011 l’opposizione fece contestazioni sui contributi elargiti, alla luce delle spese. Ma i 5 Stelle hanno motivato la richiesta di uscita in modo più ampio: «Abbiamo riscontrato un indice di gradimento piuttosto negativo da parte della popolazione e degli imprenditori locali nei confronti del Consorzio – ha detto Catani - percepito spesso come distante e non particolarmente attento alla valorizzazione turistica di Pavullo». Ha evidenziato come sul territorio vi sia già un notevole impegno organizzativo da parte di associazioni, parrocchie «e della Pro-loco, nonostante la vera e propria “delegittimazione” seguita all’affidamento dell’attività di promozione a Valli del Cimone». Di qui la richiesta di chiudere il rapporto entro l’anno e gestire da soli con una nuova pianificazione. Si è sfondata una porta spalancata: l’assessore al bilancio Gian Luca Muzzarelli ha fatto capire che era già intenzione della giunta di uscire entro il 30 giugno, all’atto della ricognizione generale sulle società partecipate.

«Questa per noi non ha una valenza strategica, visto il modo in cui ha sviluppato l’attività», ha spiegato. «La nostra non è una Brexit, ma una volontà di impiegare in modo più razionale, equo ed efficiente i nostri quattrini». Ha poi illustrato la situazione economica dell’ente, «di certo non la migliore possibile». Al 31 dicembre 2016 infatti il Consorzio vantava 1.152.000 euro di crediti, tali da coprire comunque il milione circa di debiti. Ma tra i crediti molti sono deteriorati, e 200mila relativi a soggetti in difficoltà. Poi 400mila euro di sofferenze bancarie e nondimeno 27mila euro annui di interessi passivi. Ha poi parlato anche di una quota di crediti relativi al 2011-12 su cui la passata amministrazione di Pavullo aveva avviato una trattativa sulla parte da corrispondere, «ma noi – ha precisato – non abbiamo nessuna intenzione di pagare, visto che il Consorzio non ha documentazione da vantare nei confronti del Comune». Molto critica Stefania Cargioli (Pd): « Vanno bene le iniziative locali, ma c’è bisogno anche di una programmazione turistica a più ampio respiro – ha sottolineato – e con il Consorzio avremmo potuto partecipare a importanti bandi di finanziamento promossi dalla Regione con la nuove legge 4 sul turismo. Il Consorzio ha sede a Pavullo: mi auguro che non vi siano conseguenze per i dipendenti. È una scelta troppo sbrigativa». «È evidente che mettete in crisi il Consorzio – ha continuato Stefano Iseppi – che avrà avuto sicuramente problemi, ma l’attuale presidente qualcosa era riuscito a recuperare». «Mi auguro anch’io che il Consorzio possa andare avanti anche senza Pavullo – ha chiosato il sindaco Luciano Biolchini – è sicuramente più utile per altri Comuni montani».

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