San Felice modifica il Psc Edificabili 500mila metri
Consiglio comunale diviso sull’ok al nuovo piano strutturale: il Pd vota a favore Nelle aree alluvionabili case più in alto. Prevista la Cispadana: cambia l’acustica
SAN FELICE. Prima della nuova legge regionale sull’urbanistica, San Felice conferma l’espansione del 5% dei propri insediamenti urbanistici (134.300 metri quadrati) e una considerevole espansione anche di quelli produttivi, per 379.855 metri quadrati.
Per la verità la pianificazione da poco approvata prevede l’interessamento di terreni in misura anche maggiore, ma quel limite, del 5% in teoria non dovrebbe essere superato.
La decisione arriva dopo l’elaborazione della Variante al Piano strutturale comunale che il consiglio comunale ha adottato nei giorni scorsi, con il favore della maggioranza Pd (c’è anche un consigliere considerato in quota ex Sel), con l’astensione del centrodestra che ha rinunciato ad una valutazione giudicando la “materia complessa” e con la contrarietà del gruppo “San Felice in Movimento” (area M5s) che ha giudicato il piano l’ennesima aggressione cementizia al territorio, contrario alla filosofia del “consumo zero” di suolo e del recupero delle aree già urbanizzate.
Se da una parte, come è noto, San Felice si è già guadagnata - con le scelte di urbanizzazione post sisma - nelle statistiche il podio del trend di più alta cementificazione in tutta la Regione, l’amministrazione nel presentare il progetto (illustrato dall’architetto Carla Ferrari e dall’assessore Simone Silvestri) ha fatto notare come rispetto al Psc originario alcune zone considerate urbanizzabili siano state riportate ad agricole. In alcuni casi per la richiesta dei proprietari di mantenere l’area agricola e ridurre la pressione fiscale di una diversa qualificazione.
Accade ad esempio in un’area (definite Ars), tra San Felice e Rivara o in un’altra tra via Tassi e via La Venezia (dove sono ospitati i map) destinata ad area di potenziale utilizzo per la Protezione civile. Restano le urbanizzazioni a Mortizzuolo, mentre sono in sostanza eliminate quelle di Rivara, dove (forse per l’arrivo poi fallito del famoso deposito gas) si era pensato ad una notevole espansione e dove invece ci sono aree che non sono mai decollate.
Lo sviluppo urbanistico si concentrerà per lo più attorno al nuovo polo scolastico, con la conferma dei relativi “ambiti”.
Alla tematica “cementificazione” dei terreni agricoli va aggiunta anche la Cispadana con annessi e connessi: la variante al Psc (valida fino al 2026) ricolloca il casello da via Casarino nelle campagne della Lumachina. Il Consiglio, a proposito, ha anche variato la zonizzazione acustica, semplificandola e adeguandola, poichè ad esempio il rumore dell’autostrada non può essere certo quello di un frutteto. Novità anche a sud del paese, dove in particolare si è tenuto conto del rischio idraulico: finchè non verrà realizzata la tangenziale variante a via Perossaro, le aree verso il paese non saranno urbanizzabili. E nelle aree a rischio esondazione le case dovranno essere costruite 50 centimetri più in alto, con almeno un primo piano. Infine, tra le novità del Rue, c’è l’obbligo di realizzare cisterne nei nuovi edifici. Da mercoledì gli atti sono pubblici: ci sono 60 giorni per le osservazioni. Dopo sarà tardi.
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