Gazzetta di Modena

Modena

Oltre 700 persone per la scissione In scena la nuova era di Bersani

Davide Berti
Oltre 700 persone per la scissione In scena la nuova era di Bersani

L’ex segretario ha scelto Modena Est per partire con l’avventura di Democratici e Progressisti «Con Renzi stavamo andando dritti contro un muro. Senza questa nostra Sinistra vince solo la Destra

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14952933:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/bersani-da-modena-lancia-i-democratici-progressisti-tutta-colpa-di-renzi/72554/73114]]

Non vince a Sanremo, vince a Modena Est Pierluigi Bersani, che ha scelto un vecchio baluardo Ds per lanciare la sua prima uscita con i Democratici Progressisti, il movimento di Sinistra degli scissionisti Pd.
Chi pensava ai quattro gatti si sbagliava: oltre 700 persone ieri pomeriggio hanno gremito la sala della tombola, per assistere all’intervista aperitivo dove la parola Cinquestelle era bandita per lasciare spazio ai due nemici del momento: Renzi e Destra.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14952980:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-la-gente-del-pd-e-bersani-c-e-chi-dice-bravo-e-chi-teme-l-autogol/72558/73118]]


È un Bersani in versione diesel, che si commuove sulla standing ovation iniziale sulle note di Guccini, un tripudio da notte degli Oscar dove però non c’è nessun Warren Beatty a dirgli che è uno scherzo, che si sono sbagliati, che deve riconsegnare la statuetta. Ieri, all’esordio, Bersani ha vinto. La scelta di Modena certamente non è un caso. Sapeva bene che i numeri c’erano. E da vecchia volpe quale è ha saputo mantenere il silenzio per più di una settimana concentrando tutti i media nazionali di fronte ad una folla da stadio che lo ha seguito per quasi due ore di intervista. I numeri di Modena, oltre 700 persone, Bersani sa bene che sono difficilmente replicabili ovunque. Ma sa anche che qui, in Emilia Romagna, se uno comincia a “fare casino”, c’è anche il rischio che il “casino” aumenti. Ecco perchè i numeri di ieri preoccupano il Pd.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14953503:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/02/28/fotogalleria/bersani-a-modena-in-700-per-l-ex-segretario-pd-che-lancia-il-nuovo-mdp-1.14953503]]
Bersani ha subito chiarito, nella sua prima battuta, che non sarà lui a destabilizzare istituzioni e governo: «Il sostegno resta quello, fino al 2018. E in questo periodo creeremo le condizioni per arrivare ad un centrosinistra largo, per evitare di lasciare spazio alla Destra. Con Renzi stavamo andando contro un muro». Ma sa anche bene come si esercita il ruolo di maggioranza se non sei più tu ad esprimere il numero uno: vale per Roma come per Modena. E passando in rassegna i volti della platea sono tante le considerazioni che si possono fare. A partire da chi è coinvolto: per la maggior parte il popolo ex Ds. Con un problema: la quasi assenza di volti giovani. Non è un tema di rottamazione, è un tema di consenso, quel consenso che è mancato a Renzi e anche i Democratici e Progressisti faranno fatica ad ottenere in misura significativa dalle nuove generazioni. Problema comune, certo, ma significa che la partenza non sarà comunque una passeggiata come i 700 in polisportiva alla prima uscita.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14953543:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/02/28/fotogalleria/in-700-per-bersani-a-modena-tanti-volti-noti-in-platea-1.14953543]]

Ad ascoltare Bersani anche facce note che ancora non avevano fatto outing verso il nuovo Dp: in ordine sparso l’ex assessore Daniele Sitta, Onelio Prandini, Sergio Rusticali, Fausto Cigni, Giuliano Barbolini, Michele Andreana, Franco Zavatti, l’assessore regionale Massimo Mezzetti. Oltre, ovviamente, a Maria Cecilia Guerra, Paolo Trande, Walter Stella Francesco Rocco e Marco Malferrari, che dal Pd erano già chiaramente usciti. C’era anche Marco Chincarini di Per Me Modena, che se dovesse decidere, con Memi Campana, di approdare al nuovo gruppo consiliare farebbero salire a sette i seggi di quella che diventerebbe la seconda forza dell’assemblea. E allora, a proposito di tenuta politica, lo scenario modenese sarebbe ancora più divertente. In prima fila anche Vincenzo Visco - che con lui ha fondato Nens, l’associazione tra economia e politica che ha organizzato l’evento - che ha battuto più volte le mani: «Ho parlato con molte persone - ha spiegato Bersani - fra quelli che sono d'accordo con noi in tanti mi dicono “almeno so per chi votare”, perché altrimenti non sarebbero andati a votare. Questa cosa mi ha colpito molto. Un passaggio obbligato quello sulla legge elettorale: «In nome della governabilità togliamo i capilista bloccati, perché non si può pensare che il 70% del parlamento sia nominato, con le preferenze per prendere in giro l'elettore. Serve una rivisitazione di una roba con il Mattarellum dove deputato deve guardare i cittadini all'altezza degli occhi». Così come sui voucher «Governo e Parlamento hanno il dovere di intervenire. Nel 2018, se noi non abbiamo tolto i voucher, arriva la destra e li toglie lei, ci vuole poco a capire». Poi via, con un «grazie Modena, sapevo che qui c’era bella gente che sento vicina». Tutti a cena, col brindisi ad una nuova storia il cui futuro è tutto da disegnare. Come, dipenderà anche dal Pd.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google