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Una app per gestire i conflitti in famiglia

Una app per gestire i conflitti in famiglia

“Medierà” tra genitori separati, favorendo i controlli dei figli, interagendo con servizi sociali e... nonni

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Parte da Modena la prima app per smartphone e tablet per facilitare la gestione della conflittualità genitoriale.

Sarà infatti più facile per i genitori interagire con gli assistenti sociali ed eventualmente anche con gli organi della giustizia dei minori e gestire ogni rapporto con l’altro genitore, dalle spese alla sistemazione dei problemi gestionali che possono verificarsi con i figli. In modo trasparente, documentale.

Un sistema che si apre anche ai nonni: potranno vedere e inserire le foto dei nipoti anche quando a causa delle conflittualità tra i genitori ci sono dei problemi, e senza bisogno di cercare o attingere le foto su social aperti e per molti aspetti pericolosi, come facebook.

Il progetto si chiama Anthea ed è stato presentato nei giorni scorsi nella nostra città, mentre in questi giorni viene promosso in tutta la Penisola.

«Progetto Anthea - spiega l’avvocato Gianni Casale, cassazionista di Modena - nasce dall’esperienza ventennale maturata nella gestione delle problematiche di diritto di famiglia e delle implicazioni che la conflittualità dei coniugi sposta nell’ambito penalistico. Spinto dal desiderio di portare strumenti concreti e nuovi alla soluzione delle problematiche anche, e soprattutto, per facilitare l’attività giudiziale e per cercare di promuovere un nuovo atteggiamento delle parti nelle soluzioni dei loro conflitti, ho ideato un progetto sicuramente ambizioso ma concreto».

Il progetto si sostanzia in una "App" che fornisce ai genitori una serie di servizi e opportunità in grado di smorzare sul nascere tutti quegli spunti di conflittualità che troppo spesso attanagliano le coppie fresche di scissione e che le conducono in liti inutili e pretestuose.

C’è anche uno scopo educativo verso la coppia in conflitto dal momento che «ogni operazione dagli stessi svolta in una sorta di dialogo mediato a distanza potrà essere monitorato dall’operatore sociale e, se necessario, anche dal magistrato i quali, con accesso ai dovuti pannelli telematici messi a disposizione gratuitamente, potranno verificare quanto già precedentemente autorizzato».

Il servizio, precisa l’avvocato Casale, potrebbe far parte degli accordi che vengono assunti davanti al giudice.

«Ma anche la coppia potrà, sempre attraverso l'app, avere un filo diretto con l'assistente sociale chiedendo consigli, appuntamenti presso le sedi istituzionali e fornire comunicazioni utili alla miglior gestione dei minori. Nessun contatto diretto con il magistrato a cui viene concesso, in ogni caso, la possibilità di osservare la coppia qualora nel corso di un procedimento dovesse risultare opportuna una valutazione in tempo reale».

Il legale spiega che c’è anche una funzione di sicurezza dal momento che è prevista una partnership con una società di sicurezza sul territorio che utilizza sistemi di protezioni personali in grado di monitorare a distanza persone (nel nostro caso i minori) potendo porsi in loro aiuto attraverso l'utilizzo di un sistema di geolocalizzazione in caso di aggressioni (bullismo) allertando le forze dell'ordine, oppure avvisando il più vicino presidio medico, oppure permettendo la localizzazione del minore in caso di mancato rientro a casa da scuola.

«Aggiungo una funzione pedagogica - spiega Casale, che ha attivato un sito su facebook per promuovere l’iniziativa - È infatti prevista una partnership con una società di formazione che da anni tiene corsi sulla genitorialità e rapporti minori - genitori attraverso la quale garantire un calendario di eventi formativi attraverso i quali i minori e i loro genitori potranno fruire di esperienze». (ase)

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