Club pronti a chiudere gli stadi al pubblico
Valsa: «Episodio gravissimo». La Figc aspetta l’arbitro. Guerzoni: «Società, fate di più»
In Federazione c’è poca voglia di parlare, i commenti sarebbero un replay delle frasi di condanna e sdegno già pronunciate nelle settimane scorse. Negli uffici del presidente Vincenzo Credi, competente per il campionato Allievi interprovinciali, si attende il rapporto dell’arbitro e poi verificare i provvedimenti del giudice sportivo. Abbastanza scontato ipotizzare una sconfitta a tavolino per il Valsa, che sul campo comunque stava perdendo 2-0. Il resto rimane un’incognita: le società hanno una responsabilità oggettiva, ma poco possono fare contro individui isolati e incontrollabili. E così diversi club modenesi hanno chiamato la Figc provinciale per dare massima disponibilità ad ogni provvedimento utile pur di mandare un segnale deciso. E c’è anche chi ha proposto partite a porte chiuse o blocco dei campionati. Perché i club sanno di essere impotenti, ma non vogliono adbicare al loro ruolo di aggregatori sportivi e sociali.
«La società Valsa Gold, in seguito ai fatti accaduti a margine della gara Pavullo-Valsa di domenica - scrive l’associazione di Savignano - è mortificata per quanto accaduto e condanna l’episodio nella maniera più assoluta. Sottolineando che il comportamento delle squadra e dello staff in campo è stato corretto all’insegna del fair play, prende le distanze da atteggiamenti ed azioni di persone al seguito, che nulla hanno a che fare con lo sport come lo intendiamo noi e cioè divertimento e sano agonismo sportivo. Pur non ritenendoci responsabili in nessun modo, siamo consapevoli della gravità del fatto e rimaniamo a disposizione delle autorità competenti per fare chiarezza e gli opportuni approfondimenti».
A Pavullo invece la società conferma la ricostruzione fornita dalla Gazzetta e auspica che il polverone termini a breve.
Chi invece interviene sul calcio violento è l’assessore allo Sport di Modena, Giulio Guerzoni. «Non possiamo più pensare si tratti solo di episodi spiacevoli. Sono ormai troppi e troppo frequenti per non aprire una riflessione seria sull’esasperazione dei comportamenti dei genitori che accompagnano molte partite di calcio giovanile e che, a volte, sfociano in vera e propria violenza. Esiste evidentemente un problema educativo e un eccesso di aspettative dei genitori. È necessario quindi che le società sportive si attrezzino per diventare sempre di più vere e proprie agenzie educative offrendo percorsi che coinvolgano tutta la famiglia, non solo i giovani atleti. Per imparare, insieme, a rispettare l’avversario, a giocare con i compagni, ad affrontare la competizione con correttezza, a godersi lo sport e i suoi valori». (fd)
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