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RESPONSABILITÁ SOCIALE D’IMPRESA

Domani un incontro al Fermi per spiegare cos’è la “Rsi”

Domani un incontro al Fermi per spiegare cos’è la “Rsi”

«La responsabilità sociale d'impresa è tutto quello che un'azienda fa in più per beneficiare il territorio, i dipendenti e la comunità». Ecco uno dei messaggi chiave che saranno trasmessi domani...

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«La responsabilità sociale d'impresa è tutto quello che un'azienda fa in più per beneficiare il territorio, i dipendenti e la comunità». Ecco uno dei messaggi chiave che saranno trasmessi domani pomeriggio all'istituto Fermi di Modena. Dalle 17 la scuola di via Luosi ospiterà il primo incontro organizzato dall'associazione Aziende modenesi per la Rsi, acronimo di "responsabilità sociale d'impresa", un tema che sarà sviluppato nei prossimi dieci mesi con laboratori e altre iniziative.

«Sono stati fatti tanti passi avanti - ha detto Andrea Cavallini, presidente dell'associazione - ma si può fare ancora moltissimo. Tra le nostre imprese si sta diffondendo la Rsi. Si tratta di aiutare il territorio, rispettare l'ambiente, trattare al meglio l'ambiente di lavoro».

Un ambiente in cui sempre più spesso si ritrovano studenti delle scuole secondarie. Un effetto dell'alternanza scuola-lavoro. «Dall'anno scorso c'è l'obbligo per gli studenti di svolgere ore all'interno di esperienze lavorative - ha aggiunto Claudio Testi, componente del direttivo dell'associazione - vale a dire 200 ore per i licei e 400 per gli istituti tecnici». Un percorso che sarà analizzato domani. Dopo i saluti di Cavallini, saranno raccontate esperienze interprovinciali e modenesi. Tra gli ospiti "d'esportazione" il Gruppo Cedacri e il liceo Toschi di Parma, oltre all'istituto tecnico Meucci di Firenze. Tra le testimonianze provinciali, i racconti del Fermi e del Wiligelmo, il lavoro di Mediagroup98 e Tec Eurolab.

«Sono due i grossi errori legati all'alternanza scuola-lavoro - ha ripreso Testi - Innanzitutto le scuole non devono fare vivere questa esperienza come un'aggiunta al normale orario scolastico. Poi le aziende non devono vivere l'alternanza scuola-lavoro come una possibilità di avere una manodopera gratuita, non facendo così crescere gli studenti da un punto di vista culturale». Un valore culturale su cui insiste molto l'associazione, che conta oggi circa quaranta aziende nel proprio ambito.

«Lo spartiacque si colloca tra le aziende che rispettano la legge e quelle che vanno oltre - ha ribadito Cavallini - facendo di più di quanto è obbligatorio per diffondere le migliori pratiche». Così farà l'associazione per l'anno in corso, con uno sguardo proiettato al futuro.

«Nel 2018 si potrebbe lanciare uno scambio con le imprese associate di professionisti - ha anticipato Alessandra Caretto, vicepresidente dell'associazione - ma già ora conta molto parlare nelle scuole di come si potrebbe fare impresa orientati sia al profitto sia allo sviluppo della comunità».

Gabriele Farina

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