Pavullo scoperti in un ristorante 50 chili di alimenti scaduti
Operazione dei carabinieri di Pavullo e dei Nas di Parma nel locale di un 36enne La merce era pronta per la clientela. È stata sequestrata, in arrivo pesanti multe
Avviso ai lettori del 19 marzo 2018: ponete attenzione alla data di pubblicazione dell'articolo. Si segnala che il ristorante, seppur non sia mai citato nell'articolo, ha comunque cambiato gestione da alcuni mesi e i nuovi proprietari nulla hanno a che fare con il sequestro effettuato nel febbraio 2017.
PAVULLO Ben 50 chili di alimenti, tra carne, pesce, pasta "fresca" e surgelata, tutti inesorabilmente scaduti da tempo. Li hanno rinvenuti sabato i carabinieri della stazione di Pavullo, durante un controllo dei locali assieme ai Nas di Parma. Passando tra cucina e freezer di un ristorante di Sant'Antonio, i militari hanno trovato prodotti su prodotti la cui etichettatura indicava chiaramente una genuinità ormai compromessa. Nonostante questo, erano tutti lì belli pronti da prendere per essere passati a cottura e quindi serviti sulla tavola degli ignari avventori, incuranti delle conseguenze sul loro apparato digestivo
. La cosa è ovviamente costata al titolare 36enne (A.C., originario del sud), il sequestro integrale della merce: portati via chili e chili per un valore complessivo di circa 3mila euro. E a impensierire il portafogli ci saranno anche le relative sanzioni amministrative, ancora da quantificare nel dettaglio. Il ristorante (il cui nome non è stato reso noto dai carabinieri) , come da prassi, è stato quindi segnalata all'Ausl, che dovrà fare le sue valutazioni e prendere i provvedimenti del caso.
Per il momento al ristoratore non è stato imposto uno stop all'attività. Anche se dovrà fare acquisti importanti per tornare a riempire il suo magazzino con la dovuta varietà di alimenti. La solida collaborazione coi Nas permette ai carabinieri di Pavullo di portare avanti un efficace monitoraggio delle attività di ristorazione sul territorio. Tra i servizi coordinati di controllo va ricordato quello disposto nel luglio scorso, in un contesto di pienissimo regime visto il periodo clou del turismo, che aveva portato all'accertamento di un generale quadro di rispetto delle norme igienico-sanitarie, a partire dal dinamico settore delle pizzerie da tavolo e d'asporto.
E non erano emersi neanche particolari problemi di lavoro nero, nonostante l'estate. In un'attività in zona Torba furono invece trovati tre congelatori pieni di carne priva di etichettatura con le obbligatorie indicazioni di tracciabilità: luogo di origine, contenuto, lotto, date di confezionamento e scadenza. Mancanza che fece scattare nei confronti del titolare, un italiano da diversi anni nella ristorazione, il sequestro cautelativo sanitario di tutta la merce, più una sanzione amministrativa di diverse migliaia di euro. In quel caso, a seguito degli accertamenti sanitari, venne decretata anche la sospensione dell'attività fino a piena regolarizzazione. Daniele Montanari
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