Modena, dj Bazza: «Ho visto il ladro che ha devastato casa mia»
Matteo: «Sono sceso dall’auto e l’ho notato in balcone, ci siamo guardati in faccia. Aveva appena messo sottosopra tutto facendo danni per rubare tre anelli d’oro
modena. Tornare a casa con la figlia piccola e vedere il ladro che ti osserva dal balcone, entrare in casa e e trovare la casa vandalizzata per rubare tre anelli d’oro. È successo a Matteo Bazzani, Dj Bazza, protagonista delle notti modenesi del divertimento che per una volta si è trovato al centro di un fatto di cronaca a dir poco sgradevole.
«Abito al primo piano di una palazzina vicino a via Panni. Sono tornato a casa con mia figlia. Siamo scesi dall’auto e mia figlia ha notato qualcuno in balcone – racconta Matteo ancora provato – di solito tengo una luce accesa in casa e la luce illuminava quella figura. Poi l’ho visto entrare».
«Il ladro era un ragazzino col cappuccio in testa. Ci siamo guardati negli occhi. “Stai in auto”, ho detto a mia figlia, è piccola ma ha capito al volo. Ho chiamato aiuto a gran voce, poi ha telefonato ai carabinieri. Poi ho fatto un giro sul retro per vedere se c’era qualcuno sul balcone della cucina. Subito è arrivato tutto il vicinato. Ci siamo tutti avviati verso casa mia. Qualcuno aveva anche un bastone: il ladro poteva essere in casa, non sapevamo come poteva reagire il ladro. Ho visto una grande solidarietà, siamo davvero uniti».
Arrivano i carabinieri. Matteo porta la figlia da una vicina per evitarle altra paura. Con i militari della pattuglia e i vicini, Matteo adesso si trova davanti alla porta di casa. Dentro potrebbe esserci ancora il ladro. Apre senza problemi, per fortuna: se il ladro avesse chiuso dall’interno, Matteo avrebbe dovuto rompere il portone. Ma è una consolazione che dura un attimo. Dentro trova la casa completamente devastata.
«È difficile descrivere cosa ho visto. Era tutto sottosopra. Aveva gettato tutto all’aria. Le ante dei mobili erano rotte. I cassetti tirati fuori. Persino la camera di mia figlia era devastata. Ha distrutto la casa per rubare cosa? Tre anelli. Cercava solo l’oro. Ha lasciato anche i telefonini e una borsa chiusa». Il ladro è già fuggito lasciando in balcone una borsa con una playstation, scarpe da ginnastica e un paio di occhiali pronti da portare via. Le impronte finiscono sul balcone: sarà saltato nel cortile sparendo nel buio. I carabinieri iniziano le indagini, mentre Matteo sente salire in sé una rabbia sorda, lui che finora non ha mai provato odio per qualcuno. È uno stato d’animo che tanti conoscono dopo aver subito una violazione brutale della casa e della propria intimità ma che ha descritto con molta precisione su Facebook poco dopo.
«Entrare in casa e subire quello stupro della propria intimità, di anni di ricordi, della propria sicurezza – scriverà in un post molto letto - quella sensazione frustrante di sconfitta, ingiustizia, quasi di paura. No. Senza il quasi. La devastazione di tutto. La devastazione dei tuoi affetti, oggetti. I tuoi vestiti. Le tue lenzuola. Il tuo cuscino. Il tuo bagno. La tua cucina. Ma soprattutto la camera di tua figlia e le sue cose». «Perdi tutto. Sai che non sarà mai più come prima. Si cancella una vita. Sai che tutto quello che è stato toccato non sarà lavato da candeggina o 80 gradi di lavatrice. E inciampi in quell'odio che, andatevene tutti a fare in c... Quell'odio verso coloro che in qualche maniera difendevi».
«Sono un perfetto antimilitarista convinto. Ma l'istinto di autodifesa prevale. Cinque minuti prima ci siamo guardati negli occhi… Non avrà avuto più di 18 anni. Forse gli avrei fatto la paternale come un padre fa a un figlio che l'ha deluso. Forse dieci schiaffi glieli avrei dati. Forse gli avrei dato un piatto di pasta caldo con però l'obbligo di aiutarmi a ripulire il casino che mi ha fatto. E davvero… Neanche impegnandomi sarei stato così brutale nel distruggere un appartamento. Non riesco ad odiare, non riesco, però sono confuso. E per la prima volta un po’ ho paura».
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