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Piccole donne escono: dai luoghi comuni nascosti anche nei libri

di Monica Tappa
Piccole donne escono: dai luoghi comuni nascosti anche nei libri

Lucy, regina dei fossili, vista fuori dagli stereotipi maschilisti E Luca s’arrampica sugli alberi genealogici: due testi speciali

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C'era una volta, in un tempo molto lontano… Lucy. La conosciamo un po' tutti. In fondo è un po' la regina dei fossili umani, la più famosa, la più citata. C'era una volta e arriva in libreria, raccontandosi e facendosi raccontare, in due volumi adatti a partire dai 7 / 9 anni.

"Ho provato - spiega Daniele Aristarco, autore di "Lucy, la prima donna" pubblicato nella collana I Grandissimi di EL - a raccontare questo personaggio femminile al di là degli stereotipi che ancora oggi molti libri raccontano ai bambini dove, per sintetizzare, l'uomo è cacciatore e la donna mamma. Ho immaginato il suo viaggio di scoperta nel mondo, dentro di sé, negli affetti, nel corpo".

«Le difficoltà iniziali - continua Aristarco - sono consistite nel raccogliere ed elaborare le informazioni scientifiche più recenti. Molti testi scolastici e molti musei del nostro paese sono indietro rispetto a queste, spesso, di almeno trent'anni. Mi sono appassionato agli studi di Eva Yablonka sull'epigenetica e più in generale su questi nuovi approcci che incrociano lo studio del dna con le ipotesi di sviluppo culturale e linguistico. Poi ho provato a scrivere una storia sulla donna, sul suo coraggio, sul fatto che ciascuno di noi è un anello fondamentale dell'evoluzione, ognuno di noi spinge avanti le possibilità e le scoperte. L'umanità è sempre in cammino, insomma e noi con lei, anche se spesso in fondo, dimostriamo di essere ancora eurocentrici, antropocentrici e maschilisti. Io ho provato a costruire un senso e un verso a quella esistenza dalla quale tutti, più o meno metaforicamente, proveniamo».

È invece un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio scritto da uno "scienziato" e offre numerosi spunti per parlare di rispetto, tutela e diversità anche il volume "Sulle tracce degli antenati" di Telmo Pievani, professore di Filosofia delle scienze biologiche a Padova, pubblicato da Editoriale Scienza e perfetto per progetti scolastici.

«La storia dell'evoluzione umana - dice Telmo Pievani - si presta molto bene a una condivisione interattiva in classe (usando calchi, mappe, ricostruzioni) o in situazioni di laboratorio. È una storia interdisciplinare, che coinvolge paleontologia, geografia, genetica, antropologia, ecologia, il clima. Mescolando linguaggi diversi, si percepisce il senso di una storia plurale, con molteplici protagonisti (i nostri potenziali antenati, zii e cugini nel grande albero genealogico degli ominini, di cui noi sapiens siamo l'ultimo ramoscello sopravvissuto), l'ecologia e le migrazioni come sfondo, e un finale che non era per nulla scontato».

«L'idea di un volume di questo tipo - spiega Pievani - è nato proprio dalla volontà di raccontare l'evoluzione, per una volta, partendo dal presente e andando indietro nel tempo. Di solito si fa il contrario: si inizia da un remoto passato (c'era una volta…) e si snocciolano vicende un po' eroiche che, guarda caso, sfociano nella vittoria finale della nostra specie. In questo modo si rischia però di usare il passato per giustificare il presente come l'unico necessario, come quello previsto fin dall'inizio. E invece l'evoluzione umana è stata fortemente contingente: le cose in più occasioni avrebbero potuto benissimo prendere tutt'altra direzione. Il protagonista del libro, il piccolo Luca, parte dall'oggi e viaggia indietro nel tempo ripercorrendo i nodi dell'albero genealogico umano, incontra e dialoga con dieci nostri antenati e cugini, impara dalle loro storie le scoperte più recenti della scienza, alla ricerca del mitico antenato comune africano tra tutti noi ominini e gli scimpanzé. Così facendo apprezza la diversità e la ricchezza dell'evoluzione umana. Fino a quaranta millenni fa sulla Terra esistevano almeno quattro specie umane diverse!».

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