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Ponte della morte: 10 fratelli parte civile

CASTELFRANCO. Il caso del “ponte della Morte” di via Muzzacorona a Castelfranco ieri è arrivato a una nuova svolta. Sospeso il processo in corso per riformulare il capo d’imputazione contro l’ex...

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CASTELFRANCO. Il caso del “ponte della Morte” di via Muzzacorona a Castelfranco ieri è arrivato a una nuova svolta. Sospeso il processo in corso per riformulare il capo d’imputazione contro l’ex direttore dell’Ufficio tecnico di Castelfranco, architetto Nicola Rispoli, e di Giovanni Dionisi, resposabile del Secondo Tronco delle Autostrade d’Italia, ieri si è tenuta un’udienza preliminare che ha permesso di accogliere come parte civile i dieci fratelli della vittima, Efisio Loddo. Nel marzo 2011 intorno alle 21.30 una Opel Astra guidata da Loddo, 43enne residente a Piumazzo, ha sbandato mentre saliva il ponte, ha sfondato al recinzione ed è precipitata in autostrada schiacciandosi. Il conducente è morto sul colpo. Per questo motivo inizialmente si erano costituiti parte civile sia la vedova che la figlia. I familiari sono stati risarciti. Ora invece i dieci fratelli chiedono un risarcimento sia al Comune che ad Autostrade d’Italia. Ieri tramite il loro avvocato hanno citato in causa per responsabilità civile sia il Comune che la società Autostrade.

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