Gazzetta di Modena

Modena

«Uscire dal Consorzio la scelta peggiore»

«Uscire dal Consorzio la scelta peggiore»

La scelta del centrodestra di uscire dal consorzio di promozione turistica Valli del Cimone “è inadeguata”, alla luce del contesto. Netta bocciatura da parte del Pd di Pavullo, guidato dal segretario...

2 MINUTI DI LETTURA





La scelta del centrodestra di uscire dal consorzio di promozione turistica Valli del Cimone “è inadeguata”, alla luce del contesto. Netta bocciatura da parte del Pd di Pavullo, guidato dal segretario Thomas Facchini (nella foto), della decisione annunciata dalla maggioranza nell’ultimo Consiglio. «Così Pavullo rinuncia a giocare un ruolo attivo nel coordinamento delle politiche del turismo nella nostra montagna – sottolineano dal Circolo - ripiegando e chiudendosi su se stessa, rinunciando ad accedere a importanti bandi di finanziamento promossi dalla Regione e dall’Ue. Se l’isolazionismo può essere di dubbia utilità sul piano internazionale, in un contesto come quello locale ci pare ancora più fuori luogo».
In sostanza, Pavullo, quale primo Comune del Frignano, anziché abbandonare si sarebbe dovuto spendere per risolvere le criticità di funzionamento del consorzio. «Non tutto può essere ridotto a una logica contabile – bacchetta il Pd - la Politica ha il compito di elaborare e di mettere in campo una visione più ampia e l’azione del centrodestra su questo piano e in questo caso risulta inadeguata e riduttiva».
Pur riconoscendo la vitalità e la qualità del tessuto associativo locale, il Pd sottolinea che «Pavullo da sola non ce la fa, ha bisogno di giocare in squadra con gli altri Comuni della montagna e con strumenti adeguati, così come gli altri Comuni hanno bisogno di Pavullo». Valutazione fatta anche alla luce della nuova legge regionale 4 che prevede contributi turistici per le “aree vaste”, non per i singoli territori: «Lo strumento da utilizzare e riformare per intercettarli, era proprio Valli del Cimone». Rammarico anche per la bocciatura dell'emendamento del gruppo “La Torre” che mirava a salvare il consorzio facendo passare le quote societarie all'Unione. «Nell’epoca del consumo di massa in molti sono soliti gettare gli oggetti, una volta rotti, senza neppure provare ad aggiustarli – chiosa il Pd di Pavullo - con il consorzio crediamo che il centrodestra stia seguendo questa stessa linea, quando sarebbe stato opportuno riscoprire l’antica ma sana pratica della riparazione e del riutilizzo. Il risultato sarà una politica di promozione turistica più scoordinata e più debole, per Pavullo e per tutta la montagna». (dm)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google