Controlli blindati alle scuole medie
Finale. Terzo sopralluogo dei tecnici, sale la tensione per la decisione del giudice
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FINALE. Le scuole medie di Finale sono circondate da lamiere di ferro e reti di protezione, schermate dal telo bianco oscurante. Da giorni si preparava il terzo sopralluogo tecnico dei periti che stanno discutendo della sicurezza sismica della struttura, costruita con calcestruzzo che secondo l’accusa sarebbe depotenziato. In tanti si sono domandati il motivo di tanta riservatezza, tale da imporre la creazione di un fortino improvvisato: ci sono di mezzo questioni di sicurezza e la volontà di tenere sotto traccia una fase fondamentale di un’inchiesta che vede coinvolte 16 persone e tre importanti imprese, la Betonrossi di Piacenza (fornitrice del calcestruzzo) e l’A&C di Mirandola, che la scuola l’ha costruita.
Al contrario dei primi due incontri, a cui la Gazzetta era presente, venendo anche duramente allontanata, nessuno può documentare i lavori intorno alla struttura. Eppure si capisce da subito che c’è tensione. Manca infatti un mese alla decisione del giudice sull’incidente probatorio: il 30 marzo, infatti, si dovrà decidere se le medie “Frassoni” sono in grado di ospitare gli studenti fin da settembre, se dovranno essere sottoposte ad un imponente adeguamento sismico oppure se dovranno essere demolite per un evidente pericolo.
I tecnici fanno le loro valutazioni in seduta plenaria, ne nasce qualche discussione come quella che riguarda il numero di campionamenti da effettuare. C’è chi sostiene ne servano diversi per avere un quadro d’insieme più dettagliato possibile e chi invece, come disposto dal perito del tribunale, si accontenta di un prelievi per ogni carotaggio già effettuato in passato e nei giorni scorsi, quando c’è stato un intenso lavoro intorno al perimetro della scuola. Ora tutti i dati raccolti saranno inviati ai laboratori e inizieranno le valutazioni tecniche su un’inchiesta, coordinata dalla Procura di Modena, che ha scoperchiato una strategia operativa apparentemente diffusa. Va infatti ricordato che oltre alla scuola sono tuttora aperte le indagini su altre cinque strutture private realizzate dalla A&C nel post sisma con calcestruzzo Betonrossi. Costruzioni industriali che ora sono frequentate da numerosi dipendenti e per le quali sono stati effettuati prelievi, campionamenti ed analisi sia su disposizione dei magistrati modenesi sia privatamente per garantire la massima sicurezza dei lavoratori. Ma anche su questo punto ogni dettaglio scientifico resta segreto. (fd)
Al contrario dei primi due incontri, a cui la Gazzetta era presente, venendo anche duramente allontanata, nessuno può documentare i lavori intorno alla struttura. Eppure si capisce da subito che c’è tensione. Manca infatti un mese alla decisione del giudice sull’incidente probatorio: il 30 marzo, infatti, si dovrà decidere se le medie “Frassoni” sono in grado di ospitare gli studenti fin da settembre, se dovranno essere sottoposte ad un imponente adeguamento sismico oppure se dovranno essere demolite per un evidente pericolo.
I tecnici fanno le loro valutazioni in seduta plenaria, ne nasce qualche discussione come quella che riguarda il numero di campionamenti da effettuare. C’è chi sostiene ne servano diversi per avere un quadro d’insieme più dettagliato possibile e chi invece, come disposto dal perito del tribunale, si accontenta di un prelievi per ogni carotaggio già effettuato in passato e nei giorni scorsi, quando c’è stato un intenso lavoro intorno al perimetro della scuola. Ora tutti i dati raccolti saranno inviati ai laboratori e inizieranno le valutazioni tecniche su un’inchiesta, coordinata dalla Procura di Modena, che ha scoperchiato una strategia operativa apparentemente diffusa. Va infatti ricordato che oltre alla scuola sono tuttora aperte le indagini su altre cinque strutture private realizzate dalla A&C nel post sisma con calcestruzzo Betonrossi. Costruzioni industriali che ora sono frequentate da numerosi dipendenti e per le quali sono stati effettuati prelievi, campionamenti ed analisi sia su disposizione dei magistrati modenesi sia privatamente per garantire la massima sicurezza dei lavoratori. Ma anche su questo punto ogni dettaglio scientifico resta segreto. (fd)
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