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Dipendente assenteista il Comune di Finale lo ha licenziato

Dipendente assenteista il Comune di Finale lo ha licenziato

Chiuso il primo procedimento disciplinare dopo l’indagine della Procura. Restano i dubbi della difesa che contesta i modi superficiali di annotare le ore

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FINALE. Il dipendente comunale, indagato dalla Procura di Modena per una presenza incostante al lavoro, è stato licenziato. L’ufficio per i procedimenti disciplinari, composto dal Segretario comunale Natalia Magaldi e dalle due responsabili dell’ufficio personale, Carla Boni e ufficio Ragioneria, Cinzia Baravelli, ha infatti deciso per la massima punizione, nonostante l’avvocato difensore Thomas Gianello, avesse chiesto l’archiviazione e il reintegro al lavoro. La decisione sarà impugnata davanti al Tribunale del Lavoro in quanto diversi dubbi ancora non sono stati dissipati e il licenziamento è considerato ingiusto per di più per un lavoratore ormai prossimo alla pensione.
Nella discussione comunale non sono entrati i documenti che invece ha acquisito la Procura, delegando l’indagine alla Polizia municipale di Finale. E proprio il comandante della municipale, Fabio Ferioli, risulta dalle carte essere il grande accusatore del 62enne suo sottoposto, a cui aveva anche imposto la sospensione cautelare dal servizio e la convocazione davanti all’Ufficio provvedimenti disciplinari. Le carte di analisi si sono quindi limitate al potenziale danno erariale cagionato dal dipendente assenteista (690 euro) e dai cartellini di presenza in servizio con le marcature.
Al 62enne veniva contestato l’assenza dal posto di lavoro quando invece risultava presenza. Secondo l’accusa marcava e poi tornava a casa nel mezzo della sua normale attività.
La discussione del procedimento disciplinare si è a lungo concentrata sulla presenza o meno del lavoratore in municipio. Il suo incarico lo porta spesso fuori dalla sede di via Montegrappa e quindi è sempre stato difficile sapere se stesse lavorando o fosse impegnato in altro, almeno fino a quando la Polizia municipale ha iniziato a pedinarlo. Il procedimento amministrativo, terminato con il licenziamento, evidenzia però alcuni passaggi interessanti. Intanto il marcatempo del Comune non sempre funziona e per annotare le presenze ci sono due strade: o la compilazione cartacea di un documento da sottoporre al superiore oppure la “marcata” attraverso il sistema computerizzato interno. Il 62enne era solito comunicare verbalmente - perché era la prassi - i problemi al suo superiore, ossia al comandante Ferioli, che però “non inseriva prontamente nel programma le presenze in servizio, procedendo anche a distanza di 15-20 giorni”. E in questo contesto si inserisce anche una lettera anonima, inviata da alcuni dipendenti comunali, che insinua come Ferioli già in passato fosse finito sotto indagine interna proprio per l’uso anomalo del marcatempo informatico. Il procedimento - va specificato - non portò ad alcun provvedimento.
L’ormai ex dipendente ha anche raccontato come, a dicembre (in piena indagine penale), gli fossero state sottoposte delle stampate di orari da completare che riguardavano i mesi addietro. Stampate che lui non aveva compilato, adducendo il troppo tempo trascorso.
E la sua presenza a casa in orario di lavoro, che di fatto è la contestazione principale? Il 62enne sostiene di aver più volte utilizzato la sua auto privata per le missioni lavorative in paese. Vettura che per comodità posteggiava davanti a casa per completare gli incarichi a piedi o in bici. Tesi che alla Commissione disciplinare non ha accolto, firmando il provvedimento di licenziamento, che apre ulteriori conflitti in un municipio che non ha mai brillato per solidarietà interna.
Francesco Dondi

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