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Endas, la storia mazziniana come impegno civile e sociale

Endas, la storia mazziniana come impegno civile e sociale

Si può leggere e scoprire la storia dell'associazionismo di matrice laico mazziniana sfogliando il ricco volume di Luciano Biasini, Martina Paone e Maurzio Ravegnani “L'Associazionismo Endas in...

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Si può leggere e scoprire la storia dell'associazionismo di matrice laico mazziniana sfogliando il ricco volume di Luciano Biasini, Martina Paone e Maurzio Ravegnani “L'Associazionismo Endas in Emilia Romagna dalle origini ai nostri giorni” edito dalla casa editrice di Cesena Il Ponte Vecchio. Una pubblicazione realizzata grazie ad un attento lavoro di ricerca e analisi svolti negli archivi di proprietà dell'Endas Emilia Romagna (Ente Nzionale Democratico di Azione Sociale) su un periodo che va dal 1970 ad oggi. La presentazione è avvenuta ieri mattina, in anteprima nazionale, al Centro Guiglia, sede dell'Ass. Mazziniana Italiana sezione di Modena, in vista dell'imminente congresso regionale Endas dal titolo “Costruttori di società civile” che si terrà sempre in via Rismondo 73 sabato 5 febbraio dalle 10,30 dove interverranno il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco Giancarlo Muzzarelli, i presidenti dei circoli Endas dell'Emilia Romagna per concludersi con la relazione finale del Presidente regionale Franco Zoffoli. L'Endas in Emilia Romagna è articolata in dieci comitati territoriali con circoli affiliati che contano 40mila associati; nasce nel 1949 nell'intero territorio nazionale con decreto legge del 7 giugno 1949 come “associazione nazionale di lavoratori e di cittadini perseguenti finalità assistenziali”. Endas è erede ideale dei circoli popolari sorti nel lontano 1846 per perseguire ideali democratici e solidali in contrasto con l'assolutismo dispotico degli stati preunitari ed in particolare contro lo Stato pontificio. Nello specifico i circoli storici sorsero nell'Ottocento tra Forlì, Cesena e Ravenna con la finalità di diffondere gli ideali democratici mazziniani promuovendo attività mutualistiche come l'educazione, l' assistenza sociale, la sanità, la previdenza in favore dei ceti e dei soggetti più deboli della società per costruire una forte coesione sociale e solidaristica. Un forte approccio solidaristico e aggregativo rimasto inalterato nel tempo attraverso tutto il '900: le due guerre mondiali e finalmente la Repubblica. E fino alla fine degli anni '50, col boom conomico, gli aspetti legati alla cooperazione solidaristica verso i lavoratori, le donne e i bambini lasciano spazio prevalentemente al cosiddetto tempo libero, alla sfera ricreativa e dopolavoristica promuovendo attività sportive, culturali e sociali. Per parlare invece di cifre e numeri occorre ricordare che il numero di associati emiliano romagnoli è pari al 15% di quelli presenti in tutto il territorio nazionale e, nella sola Modena, nel 2015 si sono registrati una ventina di circoli affiliati per un totale complessivo di 1800 tessere che fanno dell'Endas un sorta di competitor laico rispetto ad Acli e Arci.
Giulia Manzini

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