Ma se perdi l’Equilibrium è per fare un passo avanti
L’arrampicata diventa una “palestra di vita” per mettersi in gioco «E anche i ragazzi che hanno problemi trovano la loro dimensione»
MODENA. Dice un saggio (Massimo Gramellini, ad esempio, ma magari l’avrà pensato qualcuno anche prima...) che se vuoi fare un passo avanti devi perdere per un attimo l’equilibrio. O l’Equilibrium, ci correggerebbe a Portile di Modena il team che interpreta lo sport come vera filosofia di vita, su cui fondare valori portanti come rispetto per il prossimo e tenacia nel perseguire gli obiettivi.
Questa è la bussola che ogni giorno Massimo "Max" Bassoli e i suoi collaboratori seguono e indicano ai loro allievi, in particolare ai piccoli della scuola d'arrampica "Equilibrium" (in via Tincani Martelli 140) casa di Max da oltre 20 anni.
«Il percorso è suddiviso per età in base alle loro possibilità fisiche. Dai 4 ai 7 anni, dai 7 agli 11 e dai 12 ai 14. Poi all'interno dei medesimi gruppi si creano altri sottogruppi che si basano sulle capacità reali, non per forza sull'età. Siamo tutti diversamente abili». Uno sport dove le abilità devono essere raffinate ed è proprio per questo che la preparazione attraverso atletica e acrobatica è essenziale: «Facciamo sedute di preacrobatica e esercizi diversificati di quadrupedia, di salto, balzo, capriole per aver confidenza con il proprio corpo per qualsiasi sport. Senza una base atletica e acrobatica non riesci a fare nessun tipo di sport. Ci vuole capacità motoria prima di tutto».
Max ha cercato negli anni di tramandare la sua filosofia di vita e lavoro ai giovani e i bambini sono i primi a giovare dei suoi insegnamenti: «Molti sport possono essere dei manuali di vita e l'arrampicata ti fa conoscere nel profondo perché è vero, è uno sport individuale ma in realtà si lavora in gruppo e si hanno responsabilità anche per il gruppo, c'è sempre una possibilità di mettersi in gioco e di sfidare i propri limiti e tirare fuori la propria determinazione».
Un vademecum per poter affrontare anche il mondo e le continue sfide e di questo i bambini e i ragazzi ne hanno bisogno: «Qui imparano le basi per poi affrontare un colloquio di lavoro, un esame, le basi per non arrendersi, non disperarsi e non scappare davanti alle responsabilità».
Così l'arrampicata diventa una scuola, una motivazione personale, conquistare il proprio spazio, sia sul boulder (parete dove si arrampica) ma anche nel mondo. Uno degli aspetti fondamentali di questo sport è l'altezza: «Riuscire ad affrontare e a contemplare una dimensione inusuale come l'altezza è già una forte emozione e per i bambini è un'esperienza unica». Uno sport che conquista da subito i più giovani: «Dà loro la possibilità di misurarsi, qui non puoi fermarti, o vai o cadi».
I ragazzi cambiano giorno dopo giorno e questo per Max è la vera potenza dell'arrampicata: «Mi capita spesso di avere ragazzi con problemi psicologici, di autismo, comportamentali e chiusura e qui riescono a realizzarsi perché scelgono loro le tempistiche e trovano soddisfazione in quello che fanno».
Tra gli istruttori dell'Equilibrium c'è anche Gianluca Zodda, campione del mondo di arrampicata: «Max è un grande allenatore e io ho ereditato i suoi insegnamenti. Sono allenatore e agonista, ma formare dei bambini e ragazzi credo sia una delle cose più belle che una persona posa fare, si impara ad avere degli obiettivi. Durante l'allenamento ci divertiamo molto e impariamo tanto». Imparare è la priorità di ogni sport, ma nell'arrampicata ci vuole anche una grande motivazione che Max testa subito: «Alla fine del primo allenamento, ci sediamo e parliamo delle motivazioni e del “perché lo volete fare”. Ci vuole un obiettivo e uno stimolo».
Alla fine Max svela anche il suo grande sogno: poter riunire tutte le palestre modenesi di arrampicata e fondare "Arrampicata Modena", anche per dare lustro alla lunga tradizione modenese, inaugurata proprio con Max oltre vent'anni fa.
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