Pd, spaccatura nel popolo dei volontari
Malumori alla riunione di Ponte Alto, i segretari Bursi e Bortolamasi scrivono un appello. In segreteria critiche alla Arletti
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«Come è andata la riunione dei volontari Pd?», si chiedevano ieri i democratici sapendo che l’incontro fissato a Ponte Alto era una cartina di tornasole importante per gli equilibri della base. «Bene, ma non benissimo» è la risposta. E ieri, puntuali, i segretari Lucia Bursi e Andrea Bortolamasi hanno inviato una lettera a tutti i volontari delle feste in cui si ribadisce il valore di comunità che anima la passione di chi si impegna per il Partito democratico.
«Come ben sai - scrivono - il nostro Partito sta attraversando un passaggio delicato della sua storia che rattrista e preoccupa tutti noi. Stiamo assistendo a una scissione di parte del gruppo dirigente con abbandoni anche a livello locale. Comprendiamo lo smarrimento davanti alle divisioni di chi, come te, ha sempre vissuto l’impegno politico come fattiva costruzione di una comunità che dialoga e fa festa. Non minimizziamo, quindi, ma neppure abdichiamo. A quanto sta accadendo, a Modena, rispondiamo con una parola: insieme. Il Partito democratico è nato proprio per questo, per tenere insieme culture, idee, esperienze diverse che si riconoscono però in valori comuni. Se fallisce in questa impresa, fallisce nella sua missione storica. Perché il Pd non è di Renzi, come non lo era di Bersani, di Franceschini e Veltroni. Il Pd vive grazie ai suoi iscritti e volontari, senza, semplicemente, non è». Una ammissione di responsabilità e un rilancio che svela qualche timore rispetto alla situazione attuale, tutt’altro che rosea: «A Modena, esiste ancora uno spazio per chi crede nel Pd; dove ancora, nei Circoli, ci si confronta; dove ancora le feste sono un luogo di politica ma anche di incontro; queste sono le buone abitudini e le tradizioni che non possiamo permettere vadano abbandonate. Il Pd a Modena è, e rimane, un soggetto collettivo, fatto di tante anime e una sola passione, dove nessuno deve sentirsi ospite, dove la parola comunità ha ancora un valore: una comunità fatta di iscritti e militanti, non di tessere, dove ha ancora senso la parola noi. Di una cosa siamo certi, quindi, ne usciremo solo insieme, se saremo capaci di rafforzare quel legame, quella passione - chiudono Bursi e Bortolamasi - quell’impegno che ci ha sempre uniti, magari discutendo, confrontandoci, ma insieme. Nessuno si salva da solo: insieme siamo forza e speranza».
Un appello tardivo? Può darsi. Basterà? La voce è che anche altri volontari vogliano seguire Eudes Canali, punto di riferimento della Festa e dell’organizzazione Pd. Per fargli cambiare idea pare che Matteo Orfini, ora vicino a Renzi, lo abbia addirittura convocato a Roma per convincerlo a restare. Il clima, insomma, non è dei migliori. Lo conferma anche la segreteria provinciale dell’altra sera, dove è stata addirittura presa di mira Simona Arletti per un suo commento su Facebook sugli scissionisti. Giudicato non opportuno perchè troppo accondiscendente, tutti, in primis Caterina Liotti, hanno chiesto di evitare posizioni dubbie in questa fase. Il problema è che, forse, dentro al Pd oggi i dubbi superano le certezze.
Davide Berti
«Come ben sai - scrivono - il nostro Partito sta attraversando un passaggio delicato della sua storia che rattrista e preoccupa tutti noi. Stiamo assistendo a una scissione di parte del gruppo dirigente con abbandoni anche a livello locale. Comprendiamo lo smarrimento davanti alle divisioni di chi, come te, ha sempre vissuto l’impegno politico come fattiva costruzione di una comunità che dialoga e fa festa. Non minimizziamo, quindi, ma neppure abdichiamo. A quanto sta accadendo, a Modena, rispondiamo con una parola: insieme. Il Partito democratico è nato proprio per questo, per tenere insieme culture, idee, esperienze diverse che si riconoscono però in valori comuni. Se fallisce in questa impresa, fallisce nella sua missione storica. Perché il Pd non è di Renzi, come non lo era di Bersani, di Franceschini e Veltroni. Il Pd vive grazie ai suoi iscritti e volontari, senza, semplicemente, non è». Una ammissione di responsabilità e un rilancio che svela qualche timore rispetto alla situazione attuale, tutt’altro che rosea: «A Modena, esiste ancora uno spazio per chi crede nel Pd; dove ancora, nei Circoli, ci si confronta; dove ancora le feste sono un luogo di politica ma anche di incontro; queste sono le buone abitudini e le tradizioni che non possiamo permettere vadano abbandonate. Il Pd a Modena è, e rimane, un soggetto collettivo, fatto di tante anime e una sola passione, dove nessuno deve sentirsi ospite, dove la parola comunità ha ancora un valore: una comunità fatta di iscritti e militanti, non di tessere, dove ha ancora senso la parola noi. Di una cosa siamo certi, quindi, ne usciremo solo insieme, se saremo capaci di rafforzare quel legame, quella passione - chiudono Bursi e Bortolamasi - quell’impegno che ci ha sempre uniti, magari discutendo, confrontandoci, ma insieme. Nessuno si salva da solo: insieme siamo forza e speranza».
Un appello tardivo? Può darsi. Basterà? La voce è che anche altri volontari vogliano seguire Eudes Canali, punto di riferimento della Festa e dell’organizzazione Pd. Per fargli cambiare idea pare che Matteo Orfini, ora vicino a Renzi, lo abbia addirittura convocato a Roma per convincerlo a restare. Il clima, insomma, non è dei migliori. Lo conferma anche la segreteria provinciale dell’altra sera, dove è stata addirittura presa di mira Simona Arletti per un suo commento su Facebook sugli scissionisti. Giudicato non opportuno perchè troppo accondiscendente, tutti, in primis Caterina Liotti, hanno chiesto di evitare posizioni dubbie in questa fase. Il problema è che, forse, dentro al Pd oggi i dubbi superano le certezze.
Davide Berti
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