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Assunzioni "a tavolino": la Guardia di finanza recupera 1,5 milioni

Assunzioni "a tavolino": la Guardia di finanza recupera 1,5 milioni

Scoperto truffatore che cedeva crediti d'imposta inesistenti fino a 6 milioni: ai domiciliari

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MIRANDOLA. Attraverso la costituzione di soggetti giuridici fittizi, tra società di capitali e onlus, venivano simulati, con falsi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, "significativi incrementi occupazionali", che davanno diritto agli stessi soggetti crediti di imposta previsti per legge. I crediti d'imposta fittizi, artificiosamente costruiti fino a 6 milioni di euro, venivano poi offerti sul mercato attraverso siti internet (16), poi oscurati, a un prezzo notevolmente inferiore al valore nominale, per essere infine ceduti ad ignari contribuenti che, bisognosi di compensare i propri debiti fiscali e previdenziali, ritenevano così di poter risparmiare qualcosa.


Per gli acquirenti (oltre 100 sparsi in tutto il territorio nazionale), non solo imprese ma anche professionisti, oltre al danno (patrimoniale) costituito dalla truffa c'è stata anche la beffa: infatti, avendo utilizzato crediti di imposta inesistenti, dovranno rifondere all'erario i propri debiti tributari e previdenziali che pensavano di aver assolto, anche con un risparmio.

È Il meccanismo scovato dalla guardia di finanza di Mirandola, che ieri all'alba ha condotto agli arresti domiciliari l'ideatore della frode all'erario. Si tratta di un soggetto che, con la collaborazione di altri complici, aveva ideato e realizzato una frode sfociata "nella sistematica e artificiosa creazione, prima, e cessione, poi, di crediti d'imposta fittizi, conseguendo, anche in danno degli acquirenti, ingenti profitti", ricostruisce la finanza in una nota. Le indagini sono state coordinate dalla procura di modena, precisamente dal sostituto procuratore marco imperato, e in questi mesi hanno già portato alla denuncia a piede libero di 14 persone, tutte accusate, in concorso, di evasione e frode fiscale, truffa aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio, ricettazione e reati in materia di immigrazione clandestina di cittadini stranieri. L'inchiesta ha consentito inoltre il recupero a tassazione degli illeciti profitti realizzati, per oltre 1,5 milioni di euro, ed al sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e denaro per un valore totale pari a 200mila euro.
 

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