Edis, in strada contro i 52 licenziamenti
Protesta delle lavoratrici nell’area di Grandemilia: la nuova proprietà vuole dimezzare l’organico
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Quando l’anno scorso l’azienda Edis di Modena, che produce album di figurine, venne ceduta da Antonio Panini all’impresa concorrente Sinigaglia di Villamarzana (Rovigo) i lavoratori, in prevalenza donne, esternarono subito perplessità sull’operazione e soprattutto dubbi sul futuro occupazionale. A pochi mesi di distanza questi dubbi hanno preso corpo con l’annunciata volontà, da parte dei nuovi proprietari, di licenziare 52 addetti su 92.
Ieri le lavoratrici della Edis hanno organizzato una protesta manifestando a un centinaio di metri dalla sede aziendale, nell’area della rotonda antistante il negozio Decathlon, uno snodo di transito per andare nei vari negozi del centro commerciale di Modena Ovest. Per un’ora, dalle 13 alle 14 durante un’ora di sciopero, lavoratori e lavoratrici hanno dato vita a una specie di flash mob sostenuti dal sindacato Slc/Cgil, indossando magliette con la scritta “La Edis siamo noi” ed esibendo cartelli in cui si rivendica il posto di lavoro.
Quella di ieri è la terza mobilitazione contro i 52 licenziamenti annunciati dall’azienda. «L’azienda - dice il sindacato Slc-Cgil - sinora è stata sorda alla richiesta di aprire una trattativa con il sindacato che chiede di ritirare i licenziamenti e di attivare ammortizzatori sociali, quali la cassa integrazione straordinaria, per fare fronte alla situazione di crisi dell’azienda, tutelare maggiormente i lavoratori. È stata anche preannunciata la disdetta degli accordi integrativi aziendali, comprensivi di mensa, casa lavoro, premio di risultato e di agevolazioni per famiglie con bimbi piccoli, conquistati in anni di contrattazione».
«Siamo quasi tutte donne - hanno detto le lavoratrici - e molte fra noi fanno parte di famiglie monoreddito. I licenziamenti ci getterebbero in una situazione disperata e non è possibile che l'azienda, che pure lavora e non va male, dopo tanti anni ci tratti così».
Ieri le lavoratrici della Edis hanno organizzato una protesta manifestando a un centinaio di metri dalla sede aziendale, nell’area della rotonda antistante il negozio Decathlon, uno snodo di transito per andare nei vari negozi del centro commerciale di Modena Ovest. Per un’ora, dalle 13 alle 14 durante un’ora di sciopero, lavoratori e lavoratrici hanno dato vita a una specie di flash mob sostenuti dal sindacato Slc/Cgil, indossando magliette con la scritta “La Edis siamo noi” ed esibendo cartelli in cui si rivendica il posto di lavoro.
Quella di ieri è la terza mobilitazione contro i 52 licenziamenti annunciati dall’azienda. «L’azienda - dice il sindacato Slc-Cgil - sinora è stata sorda alla richiesta di aprire una trattativa con il sindacato che chiede di ritirare i licenziamenti e di attivare ammortizzatori sociali, quali la cassa integrazione straordinaria, per fare fronte alla situazione di crisi dell’azienda, tutelare maggiormente i lavoratori. È stata anche preannunciata la disdetta degli accordi integrativi aziendali, comprensivi di mensa, casa lavoro, premio di risultato e di agevolazioni per famiglie con bimbi piccoli, conquistati in anni di contrattazione».
«Siamo quasi tutte donne - hanno detto le lavoratrici - e molte fra noi fanno parte di famiglie monoreddito. I licenziamenti ci getterebbero in una situazione disperata e non è possibile che l'azienda, che pure lavora e non va male, dopo tanti anni ci tratti così».
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