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Gli ex Pd: «Muzzarelli ora deve preoccuparsi» 

Gli ex Pd: «Muzzarelli ora deve preoccuparsi» 

I cinque consiglieri di Movimento Democratici e Progressisti per la prima volta in consiglio comunale: «Nomine, Psc e Sant’Agostino: ci sarà da discutere»

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«Se Muzzarelli deve preoccuparsi? Sì, deve preoccuparsi di valorizzare al meglio questo nuovo contributo che viene da Sinistra. È una sfida, anche per il sindaco, che noi sosteniamo seguendo il programma di governo sul quale si è formata la maggioranza con la quale siamo stati eletti». Parola di Articolo 1 - Movimento Democratici e Progressisti che ieri si è costituito ufficialmente in consiglio comunale e ha presentato il nuovo gruppo di cinque consiglieri senza troppi giri di parole.
Il capogruppo è Paolo Trande, con lui anche gli ex Pd Walter Stella e Marco Malferrari, il primo ad uscire Francesco Rocco e l’ex Sel Marco Cugusi. Hanno preso posto nell’estramo sinistra dell’emiciclo e hanno anche avuto l’onore di aprire il consiglio comunale di ieri con una interrogazione comunale di Malferrari sulla crisi dell Edis. Dp firma anche un ordine del giorno sul testamento biologico, primo atto degli scissionisti e dei desiderosi di una piattaforma di Sinistra. Già, ma alla fine in quanti saranno sopra questa piattaforma? Una vera e propria conta nella base Pd tra i fuoriusciti non c’è ancora stata, avverrà nei prossimi giorni: Dp aprirà una sede in periferia e organizzerà un momento di incontro. Non ci saranno certamente i 700 e più di Bersani, ci saranno quelli che convintamente vorranno costruire in prima persona un percorso. Come? «In maggioranza - ripetono tutti - sul programma del sindaco».
Quale programma? E qui cominciano le sottolineature. Perchè stare in maggioranza non vuol dire farsi andare bene tutto. I Democratici e Progressisti si faranno andare bene le prossime nomine, a cominciare da Hera? Si fanno andare bene un percorso, quello sul Psc, che doveva essere il mantra della giunta e si è trasformato in un fantasma? Cosa diranno del progetto Sant’Agostino? Sono solo tre esempi di ciò che questo 2017 porterà sul tavolo del consiglio comunale.
«Come il sindaco intenda valorizzare il nostro gruppo - continua Trande - spetta a lui stesso deciderlo: noi non gli abbiamo chiesto assessori, non ne abbiamo neanche parlato con lui finora. Decide il sindaco, dentro un confronto dialettico. Bosi ha aderito al nuovo movimento e potrebbe bastare? Vedremo», pesa le parole l'ex capogruppo Pd.
Sul fronte nomine, nel quale decide il sindaco, Trande aveva già lanciato un ordine del giorno auspicando una maggiore trasparenza nelle procedure e un migliore peso del consiglio comunale nella partita. Qualcosa si è mosso, ma non basta: «Il ricambio c'è stato ed è arrivata qualche novità, ma si poteva fare un ulteriore scatto. Nelle postazioni più importanti non si è prodotto rinnovamento, che in generale per noi non significa rottamazione o nuovismo, anche se confidiamo che maturi nei prossimi mesi», osserva il capogruppo Mdp.
Sul Psc “fantasma” rispetto agli annunci di mandato di Muzzarelli, è Cugusi a richiamare: «Il Psc è sicuramente in ritardo... ci sono state le nomine degli esperti. Visto che è un progetto ambizioso bisogna ascoltare i cittadini, non - si raccomanda - chiudersi negli uffici dell'urbanistica. Altra partita cruciale quella del maxi polo Sant’Agostino-Estense, che appare di nuovo fermo. È spuntato di recente un odg M5s per chiedere fondi europei dedicati, che verrà votato dai consiglieri Mdp «e anche dal sindaco», dicono. Anche sul Sant’Agostino in questi mesi la giunta ha cercato di aprire nelle sedute di commissione, ma l'idea è che proposte di esperti come gli «Amici del Sant’Agostino» siano state recepite fino un certo punto (lo fa capire Trande scuotendo la testa in conferenza) e comunque il Sant’Agostino «non è solo un progetto urbanistico». Rimarca Stella: «L'impressione è che i tempi del progetto non siano brevi, una certa vigilanza serve...». (d.b.)

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