Gli studenti del “Baggi” tornano a scuola di posa
di Alfonso Scibona
Nell’ambito delle novità ministeriali per favorire il rapporto col mondo del lavoro Il progetto finanziato da Confindustria Ceramica. Docenti e alunni soddisfatti
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Ripartita all'istituto Baggi di Sassuolo, per il quarto anno consecutivo, l'iniziativa “Un progettista per la posa”, percorso di alternanza scuola-lavoro in collaborazione con la scuola edile di Reggio Emilia e con il finanziamento di Confindustria Ceramica. Il Baggi, prima ancora del diktat ministeriale, faceva già queste esperienze, come ricorda il professor Giuseppe Scalabrini. «Per noi è una gratificazione notevole – afferma - vedere riconosciuto questo nostro lavoro svolto negli anni precedenti al di fuori di ogni contesto normativo e legislativo sotto forma quasi di volontariato. Avevamo però capito che il rapporto con le aziende presenti sul territorio è estremamente importante e quindi grazie a Confindustria Ceramica abbiamo portato avanti questa opera pionieristica che, finalmente, vediamo riconosciuta ed inserita nelle nuove disposizioni legislative dell'alternanza scuola lavoro, quindi siamo veramente soddisfatti. I ragazzi da sempre vivono questa esperienza in modo estremamente positivo; per loro è un momento di crescita notevole ed importante perché prendono contatto per la prima volta con il mondo del lavoro e lo vivono con un entusiasmo davvero notevole, mentre in classe tante volte abbiamo a che fare con studenti un po' svogliati, non proprio motivati, in queste circostanze danno veramente il massimo tutti quanti, quindi siamo veramente soddisfatti». «La nostra - aggiunge Claudio Cigarini, direttore della scuola edile di Reggio Emilia - è una scuola che per natura e derivazione contrattuale fa formazione per tutti gli addetti del comparto edilizia e quindi sostanzialmente per le imprese edili per gli operatori per gli artigiani posatori e anche per i tecnici per i liberi professionisti, perché in sostanza interviene a tutti i livelli nel mondo dell'edilizia. Con le scuole abbiamo dei rapporti abbastanza consolidati perché sviluppiamo formazione soprattutto sulle aree post diploma. Ma questa abitudine a lavorare con loro sui profili tecnici ci ha dato anche modo di intervenire sui profili un po' più bassi, quindi sulla tecnologia applicata, sulle conoscenze tecniche, di cui gli allievi hanno bisogno, di cui i futuri geometri, in questo caso, hanno necessità. Il progetto legato alla posa della pavimentazione e dei rivestimenti ceramici è nato in ambito edile, che come rete nazionale è finalizzato alla formazione dei posatori: su questo progetto abbiamo standardizzato le formazioni dei piastrellisti e, in collaborazione con Assoposa, i profili di formazione di qualificazione dei posatori. Non abbiamo l'esigenza di portare questi ragazzi a fare i posatori in futuro, tendenzialmente faranno i tecnici, ma un buon tecnico deve saper controllare la qualità del lavoro effettuato e rendersi conto di quali sono le difficoltà e le tecnologie applicate». Concordi anche gli studenti. «Questa esperienza di posatura - ha detto Antonio Russo, studente della 3a A Geometri - ci insegna come costruire le pareti in muratura e cartongesso e poi come posare le piastrelle che vengono prodotte nel nostro territorio. In una parola ci aiuta a entrare nel mondo del lavoro. Sono esperienze dove si capisce davvero cosa fanno le persone che lavorano perché quando siamo a scuola magari non lo si percepisce. In questo modo si ci forma anche come persone, non solo come geometra».
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