I maghi degli sci di Frassinoro che fanno “volare” i campioni
di Daniele Montanari
Sono Federico Fontana, Gianluca Marcolini e Simone Biondini: gli skimen migliori nel biathlon Con le loro “creazioni” gli atleti americani, norvegesi e italiani hanno dominato ai mondiali in Austria
3 MINUTI DI LETTURA
FRASSINORO. Sono di Frassinoro i maghi della preparazione degli sci. Federico Fontana, Gianluca Marcolini e Simone Biondini hanno lasciato il segno agli ultimi Campionati del Mondo di Biathlon, che si sono conclusi il 19 febbraio a Hochfilzen (Austria) tra brillantissime prestazioni degli atleti delle nazionali a cui loro forniscono l’indispensabile per una grande gara: uno sci altamente performante.
Agli skimen infatti si deve la scelta delle migliori cere e conformazioni per andare più veloci in un determinato contesto. Serve grande collaborazione con le industrie produttrici dei materiali, certo, ma anche accuratezza nella lettura dello stato fisico della neve (con l’ausilio anche di sofisticate apparecchiature) e, nondimeno, il classico vecchio fiuto. E loro hanno dimostrato di saper combinare bene gli elementi, visti i risultati in questa disciplina in cui gli atleti combinano tiro a segno (carabina) e sci di fondo. Federico Fontana ha coronato una stagione da plurititolato con la nazionale Usa conquistando la medaglia d’oro con Lowell Bailey nella 20 km individuale e l’argento della mass start femminile da 12,5 km con Susan Dunklee.
Gianluca Marcolini invece, al seguito dei norvegesi, ha portato a casa un argento e un bronzo nella pursuit maschile (12,5 km) con Johannes Boe e Ole Bjoerndalen, più un altro argento nella mass start (15 km) ancora con Boe. E Simone Biondini con l’Italia si è aggiudicato un bronzo nella 15 km individuale femminile grazie ad Alexia Runggaldier, diversi altri podi sfuggiti per un soffio. Ma è comunque un insieme da sogno per i tre che, dopo le gare, hanno brindato a Frassinoro da buoni amici.
«Sono state prove splendide, il migliore dei premi per un lavoro fatto con tanta passione», sottolinea Fontana da Siegsdorf, in Baviera, dove vive, non mancando però di tornare a Frassinoro appena può. «Ho vissuto grandi emozioni con la Belmondo nel 2002 a Salt Lake City - ricorda Marcolini - ma non sono da meno quelle con la nazionale norvegese in cui sono da tre anni: è un team splendido». «Meritava qualcosa di più l’Italia, sarà la prossima volta» nota Biondini, figlio di Leonello (presidente della società sportiva di Frassinoro) e nipote del grande fondista Tonino. A supportarli in Austria c’era anche Giancarlo Cattoni della onlus Frassinoro Biathlon Friends, che ha anche cucinato all’emiliana sul posto (con l’attrezzatura degli alpini di Frassinoro) assieme a Adriano Trevisan e Giancarlo “Coppa” Facchini: parmigiano, affettati e crescentine in quantità (300 offerte dal Panificio Verichese). «Frassinoro è la patria dei tre skimen più titolati al mondo - rimarca - questi ragazzi sono il nostro fiore all'occhiello». «Lo sci di fondo è Frassinoro - chiosa il sindaco Elio Pierazzi - e noi lavoriamo per farlo crescere, anche in versione estiva: sono già appaltati i lavori per il primo stralcio del circuito di skiroll».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Agli skimen infatti si deve la scelta delle migliori cere e conformazioni per andare più veloci in un determinato contesto. Serve grande collaborazione con le industrie produttrici dei materiali, certo, ma anche accuratezza nella lettura dello stato fisico della neve (con l’ausilio anche di sofisticate apparecchiature) e, nondimeno, il classico vecchio fiuto. E loro hanno dimostrato di saper combinare bene gli elementi, visti i risultati in questa disciplina in cui gli atleti combinano tiro a segno (carabina) e sci di fondo. Federico Fontana ha coronato una stagione da plurititolato con la nazionale Usa conquistando la medaglia d’oro con Lowell Bailey nella 20 km individuale e l’argento della mass start femminile da 12,5 km con Susan Dunklee.
Gianluca Marcolini invece, al seguito dei norvegesi, ha portato a casa un argento e un bronzo nella pursuit maschile (12,5 km) con Johannes Boe e Ole Bjoerndalen, più un altro argento nella mass start (15 km) ancora con Boe. E Simone Biondini con l’Italia si è aggiudicato un bronzo nella 15 km individuale femminile grazie ad Alexia Runggaldier, diversi altri podi sfuggiti per un soffio. Ma è comunque un insieme da sogno per i tre che, dopo le gare, hanno brindato a Frassinoro da buoni amici.
«Sono state prove splendide, il migliore dei premi per un lavoro fatto con tanta passione», sottolinea Fontana da Siegsdorf, in Baviera, dove vive, non mancando però di tornare a Frassinoro appena può. «Ho vissuto grandi emozioni con la Belmondo nel 2002 a Salt Lake City - ricorda Marcolini - ma non sono da meno quelle con la nazionale norvegese in cui sono da tre anni: è un team splendido». «Meritava qualcosa di più l’Italia, sarà la prossima volta» nota Biondini, figlio di Leonello (presidente della società sportiva di Frassinoro) e nipote del grande fondista Tonino. A supportarli in Austria c’era anche Giancarlo Cattoni della onlus Frassinoro Biathlon Friends, che ha anche cucinato all’emiliana sul posto (con l’attrezzatura degli alpini di Frassinoro) assieme a Adriano Trevisan e Giancarlo “Coppa” Facchini: parmigiano, affettati e crescentine in quantità (300 offerte dal Panificio Verichese). «Frassinoro è la patria dei tre skimen più titolati al mondo - rimarca - questi ragazzi sono il nostro fiore all'occhiello». «Lo sci di fondo è Frassinoro - chiosa il sindaco Elio Pierazzi - e noi lavoriamo per farlo crescere, anche in versione estiva: sono già appaltati i lavori per il primo stralcio del circuito di skiroll».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
