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La Procura punta alla Cassazione 

La Procura punta alla Cassazione 

Caso Cardiologia, ricorso in vista dopo l’assoluzione in appello della Modena

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Caso Cardiologia, dopo la parziale assoluzione in Appello della prof. Maria Grazia Modena e dopo la pubblicazione delle motivazioni dei giudici di secondo grado che hanno ribadito l’insussistenza delle prove contro di lei per reati molto gravi (associazione a delinquere, corruzione e abuso d’ufficio), la Procura confida ora nel procuratore generale Nicola Proto per un’istanza in Cassazione. La Procura dunque non demorde di fronte alle parole pesantissime della sentenza d’appello che ha ridotto la pena della Modena da 4 anni a 8 mesi in tutto (per il solo reato di falso riguardante due comunicazioni scritte ).
Tanta differenza tra il primo grado - il processo con rito abbreviato durante l’udienza preliminare davanti al giudice Andrea Romito – e la sentenza d’appello va cercata in una premessa sottolineata nella motivazione bolognese. I giudici ritengono che il testimone chiave tra quelli del pm Marco Niccolini contro l’ex direttrice della Struttura complessa del Policlinico, il dottor Rosario Rossi, non sia attendibile perché mosso da risentimento professionale: il medico era stato direttore pro tempore della Emodinamica dopo la morte di Giuseppe Geraci. Quando la Modena comunicò che il posto sarebbe stato occupato dal dottor Roberto Baglini dell’Ismett di Palermo Rossi se la ebbe a male. Poco prima, notano i giudici, aveva spedito una lettera alla Modena per spiegarle tutto il suo dolore per il trattamento che stava subendo. La cardiologa aveva infatti espresso un giudizio netto sul collega: lo stimava buon clinico ma non lo riteneva assolutamente adatto a diventare responsabile di Emodinamica. Baglini poi sentì ostilità e minacce intorno a sé e rinunciò. La Modena chiamò Sangiorgi. Dai loro colloqui sarebbe scaturita l’accusa di un accordo criminoso che secondo i giudici non è provato. (c.g.)

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