Le amnesie su Palazzo Paltrinieri
Cavezzo. Tra “non ricordo” e rimproveri, interrogato il vigile del fuoco che demolì
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CAVEZZO. Si è sviluppata all’insegna dei “non ricordo” la testimonianza del meccanico dei vigili del fuoco che era alla guida della ruspa. La ruspa che nel demolire palazzo Bellodi demolì, in quello sfortunato 7 e 8 giugno 2012, anche l’adiacente palazzo Paltrinieri.
Sfortunato per i 4 imputati del processo in corso ieri a Modena, ovvero l’ex sindaco Draghetti (per aver firmato una ordinanza “falsa”, a cose fatte), il capo dei vigili del fuoco che si occupavano delle demolizioni (il Gruppo Operativo Speciale), e due alti dirigenti degli stessi vigili del fuoco. I ricordi incerti del meccanico hanno innescato una reprimenda del pm Luca Guerzoni, che ha invitato i giudici a prendere in considerazione le amnesie del testimone. Il quale alla fine ha confermato che c’era stato un sopralluogo non verbalizzato, che gli fu ordinato di demolire da suo capo squadra, che non vide quel giorno - e quello successivo - nè un funzionario dei pompieri, nè uno del Comune, pur ammettendo che le demolizioni potessero avvenire solo a seguito di una ordinanza o della disposizione di un dirigente. È stata sentita anche come testimone l’avvocato Pigati, dello studio legale che difende gli altri sfortunati protagonisti della vicenda, le parti civili, che videro alla televisione l’abbattimento del loro palazzo, senza essere stati avvisati.
Le immagini della Rai sono state riviste ieri in aula, dove il collegio ha anche disposto la trascrizione delle registrazioni delle conversazioni tra i protagonisti, avvenute in municipio. Il processo è stato aggiornato a maggio. E i lavori di ricostruzione non sono ancora partiti. (ase)
Sfortunato per i 4 imputati del processo in corso ieri a Modena, ovvero l’ex sindaco Draghetti (per aver firmato una ordinanza “falsa”, a cose fatte), il capo dei vigili del fuoco che si occupavano delle demolizioni (il Gruppo Operativo Speciale), e due alti dirigenti degli stessi vigili del fuoco. I ricordi incerti del meccanico hanno innescato una reprimenda del pm Luca Guerzoni, che ha invitato i giudici a prendere in considerazione le amnesie del testimone. Il quale alla fine ha confermato che c’era stato un sopralluogo non verbalizzato, che gli fu ordinato di demolire da suo capo squadra, che non vide quel giorno - e quello successivo - nè un funzionario dei pompieri, nè uno del Comune, pur ammettendo che le demolizioni potessero avvenire solo a seguito di una ordinanza o della disposizione di un dirigente. È stata sentita anche come testimone l’avvocato Pigati, dello studio legale che difende gli altri sfortunati protagonisti della vicenda, le parti civili, che videro alla televisione l’abbattimento del loro palazzo, senza essere stati avvisati.
Le immagini della Rai sono state riviste ieri in aula, dove il collegio ha anche disposto la trascrizione delle registrazioni delle conversazioni tra i protagonisti, avvenute in municipio. Il processo è stato aggiornato a maggio. E i lavori di ricostruzione non sono ancora partiti. (ase)
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