Pd a caccia del candidato Barbieri è ancora indeciso
di Marco Pederzoli
Vignola. L’agente della polizia municipale: «Mi sono preso 48 ore per pensare» In pole anche Paola Covili. Rubbiani: «Smeraldi? Sbaglia a correre da solo»
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VIGNOLA. È ormai una corsa a due quella che si sta delineando all’interno del Partito Democratico di Vignola per il candidato a sindaco alle prossime elezioni comunali.
Da una parte, il partito spinge per la candidatura di Stefano Barbieri, 40 anni, agente di polizia municipale e presidente della Pubblica Assistenza di Vignola, nonché volontario dei vigili del fuoco. Barbieri, che non ha mai avuto la tessera di alcun partito e proviene dalla cosiddetta “società civile”, era già stato avvicinato nei giorni scorsi dal direttivo del partito, ma aveva declinato l’offerta. Nelle ultime ore, però, quando anche la sua candidatura sembrava tramontata, parte del direttivo Pd è tornato a insistere. Con molta determinazione. Così, quel “no” convinto di qualche giorno fa è diventato un “ni”. E, tra oggi e domani, si saprà se Barbieri sarà o meno della partita. A confermarlo è lui stesso, che dice: «Mi onora il fatto che il direttivo del Pd mi abbia contattato per chiedere la mia disponibilità, sebbene non abbia mai fatto parte di alcun partito. Avevo già detto di no alcuni giorni fa, poi ieri sono stato di nuovo contattato dal Pd. Mi sono preso 48 ore per pensarci nuovamente. Non voglio dare percentuali di probabilità. Qualunque sarà la mia scelta, sarà al 100% da una parte o dall’altra».
In pole position accanto a Barbieri c’è Paola Covili, 54 anni, funzionaria dell’Asp (azienda per i servizi alla persona) di Vignola, già consigliera comunale nell’ormai lontana legislatura di Gino Quartieri e coordinatrice del Pd per alcuni mesi dopo la sconfitta elettorale del 2014. Nel caso della Covili, le cose stanno in maniera per così dire speculare rispetto a Barbieri. Da parte sua, oltre alla lunga militanza nel partito, c'è infatti la piena disponibilità alla candidatura, ma manca l'investitura ufficiale.
«Ho maturato la mia disponibilità alla candidatura - conferma la Covili - nelle ultime settimane, dopo essermi confrontata con diverse persone che mi hanno chiesto un impegno in questo senso. Voglio però agire nella massima trasparenza e oggi incontrerò il segretario locale (Federico Clò, ndr) per manifestargli in maniera formale la disponibilità, che comunque già gli ho anticipato ieri».
Dunque, se accettasse all’ultimo minuto anche Barbieri, ci potrebbero essere le primarie?
«Non lo so, è tutto da vedere. La mia intenzione è quella di fare un percorso unitario», ha detto in merito la stessa Covili.
Comunque, a scanso di equivoci, la stessa ha escluso passi indietro da parte sua, dal momento che ormai ha rotto gli indugi.
Guardando poi un attimo fuori da casa Pd, c’è molta curiosità anche per capire cosa farà la lista Città di Vignola di Francesco Rubbiani, di fatto “scaricata” dall’ex sindaco Mauro Smeraldi, che correrà solo con la sua lista “Vignola Cambia”.
«Non abbiamo alcuna fretta - ha detto Rubbiani - anche perché non sappiamo ancora se e quando si vota. Noi correremo soltanto se c’è un progetto politico che ci convince». Quanto all’ex alleato Smeraldi, Rubbiani commenta così: «Secondo me è stata una scelta sbagliata quella di correre da solo».
Da una parte, il partito spinge per la candidatura di Stefano Barbieri, 40 anni, agente di polizia municipale e presidente della Pubblica Assistenza di Vignola, nonché volontario dei vigili del fuoco. Barbieri, che non ha mai avuto la tessera di alcun partito e proviene dalla cosiddetta “società civile”, era già stato avvicinato nei giorni scorsi dal direttivo del partito, ma aveva declinato l’offerta. Nelle ultime ore, però, quando anche la sua candidatura sembrava tramontata, parte del direttivo Pd è tornato a insistere. Con molta determinazione. Così, quel “no” convinto di qualche giorno fa è diventato un “ni”. E, tra oggi e domani, si saprà se Barbieri sarà o meno della partita. A confermarlo è lui stesso, che dice: «Mi onora il fatto che il direttivo del Pd mi abbia contattato per chiedere la mia disponibilità, sebbene non abbia mai fatto parte di alcun partito. Avevo già detto di no alcuni giorni fa, poi ieri sono stato di nuovo contattato dal Pd. Mi sono preso 48 ore per pensarci nuovamente. Non voglio dare percentuali di probabilità. Qualunque sarà la mia scelta, sarà al 100% da una parte o dall’altra».
In pole position accanto a Barbieri c’è Paola Covili, 54 anni, funzionaria dell’Asp (azienda per i servizi alla persona) di Vignola, già consigliera comunale nell’ormai lontana legislatura di Gino Quartieri e coordinatrice del Pd per alcuni mesi dopo la sconfitta elettorale del 2014. Nel caso della Covili, le cose stanno in maniera per così dire speculare rispetto a Barbieri. Da parte sua, oltre alla lunga militanza nel partito, c'è infatti la piena disponibilità alla candidatura, ma manca l'investitura ufficiale.
«Ho maturato la mia disponibilità alla candidatura - conferma la Covili - nelle ultime settimane, dopo essermi confrontata con diverse persone che mi hanno chiesto un impegno in questo senso. Voglio però agire nella massima trasparenza e oggi incontrerò il segretario locale (Federico Clò, ndr) per manifestargli in maniera formale la disponibilità, che comunque già gli ho anticipato ieri».
Dunque, se accettasse all’ultimo minuto anche Barbieri, ci potrebbero essere le primarie?
«Non lo so, è tutto da vedere. La mia intenzione è quella di fare un percorso unitario», ha detto in merito la stessa Covili.
Comunque, a scanso di equivoci, la stessa ha escluso passi indietro da parte sua, dal momento che ormai ha rotto gli indugi.
Guardando poi un attimo fuori da casa Pd, c’è molta curiosità anche per capire cosa farà la lista Città di Vignola di Francesco Rubbiani, di fatto “scaricata” dall’ex sindaco Mauro Smeraldi, che correrà solo con la sua lista “Vignola Cambia”.
«Non abbiamo alcuna fretta - ha detto Rubbiani - anche perché non sappiamo ancora se e quando si vota. Noi correremo soltanto se c’è un progetto politico che ci convince». Quanto all’ex alleato Smeraldi, Rubbiani commenta così: «Secondo me è stata una scelta sbagliata quella di correre da solo».
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