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Rapina in banca: quattro arresti 

Rapina in banca: quattro arresti 

Anche Gisi, famoso bandito torinese, nella gang portata in carcere dalla polizia

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Franco Gisi, uno degli elementi più noti della “Banda della Collina” che terrorizzò per anni Torino, è finito in carcere con altri tre complici per la rapina compiuta alla Cassa di Risparmio di Cento in via Emilia Est a Modena una mattina del gennaio 2016. Un colpo “facile” con cutter e pistola, un basista fuori al volante e un amico che li ha ospitati nottetempo a Castelfranco mentre la polizia li cercava. La Squadra Mobile della polizia di stato coordinata dal pm Pasquale Mazzei ha eseguito ieri mattina l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e quattro. Oltre a Gisi, che era già ai domiciliari, sono accusati di rapina amano armata altri due torinesi: L.T., 65anni, l’autista e basista, F.F., 23enne, il complice, e L.L., 41 anni, napoletano residente a Castelfranco. Tutti conosciuti dalle forze dell’ordine. Il gruppo dei torinesi soprattutto. In particolare proprio Gisi, il bandito condannato a sedici anni di carcere nel 1987 per le brutali rapine nelle ville in collina sopra Torino con annessi crimini e violenze così gratuite da essere soprannominata la “Banda di Arancia Meccanica”.
A lui e ai tre complici la Mobile è arrivata attraverso una serie di intercettazioni telefoniche e all’incrocio dei dati sulle celle telefoniche attivate. Poi sotto Natale, la svolta: a Forlì vengono arrestati i tre presunti autori di due rapine: il 10 agosto 2015 a Cesena alla Cassa di risparmio di Ravenna e il 29 aprile 2016 a Forlì nella locale Cassa dei risparmi, per un bottino di circa 17 mila euro. Tra questi c’è Gisi, 55 anni. Gli altri due - coinvolti anche nel caso modenese - sono un toscano e un giovane calabrese, tutti e due residenti nell’hinterland torinese.
Le indagini si sono chiuse con l’accertamento sulle immagini della videocamera di sorveglianza interna alla banca. Erano loro due - Gisi e il calabrese -ad aver fato irruzione armati di cutter epistola. Secondo la polizia, sempre loro sono andati alle casse e si sono fatti consegnare 25mila euro e valuta estera anche dopo aver razziato dentro la cassaforte. Fuori li aspettava un uomo di mezza età. Era al volante di una Fiat Punto. Che poi sarebbe risultata la sua. E i tre, si è ricostruito dopo, sono andati a casa del napoletano residente a Castelfranco. Che li avrebbe ospitati per tutta la notte in attesa che si calmassero le acque e potessero ritornare alle loro case. Ma poco dopo hanno ricominciato e sono finti di nuovo nei guai...

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