Modena, solo poche fratture per il bambino caduto dal terzo piano
di Saverio Cioce
Nel condominio di via Saffi dov’è avvenuta la disgrazia i vicini increduli e felici. Unica testimone la sorellina
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«È stato un miracolo, si può dire solo questo. Cadere da quell’altezza e restare vivi è qualcosa che non si può credere. Ma ci fa piacere, quello è un ragazzino pieno di vita, un tesoro».
Giovanni Zanasi è ancora incredulo per quello che è accaduto ma è il primo a rallegrarsi quando sa che per il bambino caduto dal terzo piano della palazzina di via Saffi 10 le notizie sono buone. Il piccolo ghanese di 3 anni sfuggito alla sorveglianza della sorellina che lo accudiva in casa, per ragioni ignote è riuscito a scavalcare il parapetto in cemento del balcone. La caduta è stata inevitabile e da subito si è temuto il peggio. «Quando l’abbiamo visto lì per terra non riuscivamo a riconoscerlo al buio - dice la signora Giovanna, un’altra inquilina dello stabile - La sorella era giù e gridava terrorizzata, chiedeva aiuto disperatamente».
Il bambino è ora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva del Policlinico e i medici dovrebbero sciogliere la prognosi in giornata.
Ieri intanto il piccolo ghanese è stato operato per ridurre la fratture a una gamba e anche una spalla pare sia rimasta ferita: la guarigione non sarà semplice.
Prima di dimetterlo i sanitari dovranno essere sicuri che non sono rimasti ematomi nel cervello, che non c’è pericolo di emorragie interne e che tutte le fratture sono state ricomposte correttamente, per evitare altri problemi ossei nelle fasi successive della crescita.
Del resto arrivando sul luogo dell’incidente si resta increduli osservando il punto da cui è caduto il bambino. Un volo di 14 metri per atterrare violentemente sull’asfalto. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati temevano che non ci fosse più nulla da fare; paure che si sono dissolte quando i sanitari hanno potuto affrontare il caso pochi minuti dopo, non appena arrivato al Policlinico.
Resta aperta invece la ricostruzione dei fatti. L’unica testimone, peraltro ancora in stato di shock, è la sorella tredicenne. All’ora in cui è avvenuto l’incidente, attorno alle 19.30, i genitori del bambino erano fuori casa.
I vicini descrivono i genitori come persone laboriose. Il padre lavora in una ditta di Modena, la madre fa la pendolare con Carpi. Mercoledì sera, al momento dell’incidente, il papà era uscito per una breve assenza e la bambina era rimasta sola con il fratellino. Pare che a un certo punto lo abbia perso di vista e il piccolo ne ha approfittato per correre sul balcone. Ora bisognerà vedere se verrà avanti qualche responsabilità per abbandono di minore.
Giovanni Zanasi è ancora incredulo per quello che è accaduto ma è il primo a rallegrarsi quando sa che per il bambino caduto dal terzo piano della palazzina di via Saffi 10 le notizie sono buone. Il piccolo ghanese di 3 anni sfuggito alla sorveglianza della sorellina che lo accudiva in casa, per ragioni ignote è riuscito a scavalcare il parapetto in cemento del balcone. La caduta è stata inevitabile e da subito si è temuto il peggio. «Quando l’abbiamo visto lì per terra non riuscivamo a riconoscerlo al buio - dice la signora Giovanna, un’altra inquilina dello stabile - La sorella era giù e gridava terrorizzata, chiedeva aiuto disperatamente».
Il bambino è ora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva del Policlinico e i medici dovrebbero sciogliere la prognosi in giornata.
Ieri intanto il piccolo ghanese è stato operato per ridurre la fratture a una gamba e anche una spalla pare sia rimasta ferita: la guarigione non sarà semplice.
Prima di dimetterlo i sanitari dovranno essere sicuri che non sono rimasti ematomi nel cervello, che non c’è pericolo di emorragie interne e che tutte le fratture sono state ricomposte correttamente, per evitare altri problemi ossei nelle fasi successive della crescita.
Del resto arrivando sul luogo dell’incidente si resta increduli osservando il punto da cui è caduto il bambino. Un volo di 14 metri per atterrare violentemente sull’asfalto. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati temevano che non ci fosse più nulla da fare; paure che si sono dissolte quando i sanitari hanno potuto affrontare il caso pochi minuti dopo, non appena arrivato al Policlinico.
Resta aperta invece la ricostruzione dei fatti. L’unica testimone, peraltro ancora in stato di shock, è la sorella tredicenne. All’ora in cui è avvenuto l’incidente, attorno alle 19.30, i genitori del bambino erano fuori casa.
I vicini descrivono i genitori come persone laboriose. Il padre lavora in una ditta di Modena, la madre fa la pendolare con Carpi. Mercoledì sera, al momento dell’incidente, il papà era uscito per una breve assenza e la bambina era rimasta sola con il fratellino. Pare che a un certo punto lo abbia perso di vista e il piccolo ne ha approfittato per correre sul balcone. Ora bisognerà vedere se verrà avanti qualche responsabilità per abbandono di minore.
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