Formigine, vanno a rubare con l’auto della zia, presi
Formigine. I carabinieri denunciano i giovani ladri che avevano colpito al ristorante Nero balsamico
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FORMIGINE. Il 30 dicembre, quando il ristorante “Nero balsamico” di via Giardini a Casinalbo, aveva chiuso, si erano introdotti per rubare. I tre ladri, di età compresa tra i 20 e i 23 anni, avevano forzato la porta sul retro e una volta all’interno si erano accaniti contro il registratore di cassa, rubando qualche centinaia di euro lasciati dai titolari come fondocassa. Poi si erano dileguati, convinti di restare impuniti. Ma il colpo messo a segno da un giovane italiano, in compagnia di un turco e un amico tunisino, è stato talmente tanto superficiale e pieno di errori che i carabinieri di Formigine sono riusciti ad individuarli dopo quasi due mesi di indagine. I militari, dopo il primo sopralluogo di furto, avevano acquisito le telecamere di videosorveglianza che riprendono la zona del ristorante. E le immagini riprendono i tre balordi in azione, ma soprattutto immortalano la loro fuga. Perché, una volta tornati sulla Giardini a piedi, la banda sale su un’auto che l’impianto di telecamere registra e memorizza il numero di targa. Da quel momento la strada dei carabinieri è ormai spianata salvo che la vettura non sia rubata. E invece viene convocata in caserma l’intestataria del mezzo, che è la zia di uno dei tre ragazzi, la quale conferma di aver prestato loro l’auto proprio in quella serata. Il quadro è chiuso e scatta così la denuncia per furto aggravato di un gruppo comunque già conosciuto alle forze dell’ordine per reati analoghi.
Intanto il dibattito sulla certezza della pena arriverà anche in Consiglio comunale, con una mozione firmata da Rocco Cipriano del Movimento 5 Stelle. «La fiducia dei cittadini nelle Istituzioni è indispensabile - scrive nelle premesse - Per colmare la distanza tra le comunità e le Istituzioni stesse, vanno ristabiliti quei principi che oggi paiono non così elementari: certezza della pena, i ladri devono stare in prigione». Cipriano chiede che l’intera Assemblea firmi una lettera che il sindaco invierà m al ministro degli Interni, al Governo, ai Presidenti di Camera - Senato ed al Presidente della Repubblica. «Nella lettera - continua Cipriano - dovrà essere scritto che il Comune di Formigine chiede: al Governo ed al Parlamento un’immediata azione per garantire la “certezza della pena” sui furti ed in particolare sui furti in appartamento; al Governo ed al Parlamento di individuare e definire lo strumento normativo più rapido per affrontare una situazione che rischia di rendere vani gli sforzi delle Forze dell’Ordine del nostro territorio e che sta sovraccaricando la macchina della Giustizia. Non possiamo essere terreno attrattivo per la criminalità».(fd)
Intanto il dibattito sulla certezza della pena arriverà anche in Consiglio comunale, con una mozione firmata da Rocco Cipriano del Movimento 5 Stelle. «La fiducia dei cittadini nelle Istituzioni è indispensabile - scrive nelle premesse - Per colmare la distanza tra le comunità e le Istituzioni stesse, vanno ristabiliti quei principi che oggi paiono non così elementari: certezza della pena, i ladri devono stare in prigione». Cipriano chiede che l’intera Assemblea firmi una lettera che il sindaco invierà m al ministro degli Interni, al Governo, ai Presidenti di Camera - Senato ed al Presidente della Repubblica. «Nella lettera - continua Cipriano - dovrà essere scritto che il Comune di Formigine chiede: al Governo ed al Parlamento un’immediata azione per garantire la “certezza della pena” sui furti ed in particolare sui furti in appartamento; al Governo ed al Parlamento di individuare e definire lo strumento normativo più rapido per affrontare una situazione che rischia di rendere vani gli sforzi delle Forze dell’Ordine del nostro territorio e che sta sovraccaricando la macchina della Giustizia. Non possiamo essere terreno attrattivo per la criminalità».(fd)
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