Broc Metal di Castelfranco, annuncio shock: «Chiudiamo»
Picchetto dei 20 lavoratori per fermare la vendita dei macchinari. Tavolo in Comune
CASTELFRANCO. «Non ci possono comunicare che si chiude da un momento all'altro. Vogliamo capire come i dirigenti intendano affrontare la situazione».
Sono le parole dei lavoratori della Broc Metal, pronunciate ieri mattina durante lo sciopero davanti ai cancelli dell'azienda che versa in uno stato di crisi, e nei giorni scorsi aveva annunciato la chiusura. Un duro colpo per i 20 lavoratori, che hanno scioperato fino al raggiungimento di un accordo che vede l’azienda attiva almeno fino a mercoledì, prendendo tempo per ragionare sulle soluzioni alternative alla chiusura. I lavoratori mai si sarebbero aspettati di dover affrontare uno scenario simile. L’azienda, infatti, è ricca di lavoro, e non ha personale in cassa integrazione o sotto altre tutele.
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La stessa proprietà, castelfranchese da generazioni, non aveva mai comunicato situazioni di difficoltà. I conti dell'azienda, in realtà, non tornavano da circa cinque anni, con l’azienda in possesso di un capitale sociale troppo basso e che necessita tutt'ora di essere rifinanziato. Dall'esterno, però, l'unico indizio che le cose fossero cambiate è stato il mancato pagamento di un premio ai lavoratori nei mesi scorsi, cui sono seguite le trattative per i rinnovi di contratto. Poi, nei giorni scorsi, l’annuncio: l’azienda chiude, lunedì andrà in fallimento ed i macchinari verranno trasferiti. È stata tentata la mediazione e l’assessore alle Attività produttive Leonardo Pastore ha indetto un tavolo istituzionale in Comune. Tavolo che, però, non è andato a buon fine, con la proprietà che ha voluto proseguire con la sua linea. Fiom/Cgil ed Rsu hanno quindi lanciato uno sciopero con presidio permanente di fronte ai cancelli dell’azienda. I lavoratori hanno chiesto a gran voce il ripristino delle trattative, per fermare quello che hanno descritto come «un massacro legalizzato».
«Lavoro qui da sedici anni, alcuni miei colleghi sono qui addirittura da quaranta - racconta un delegato Fiom -. Siamo arrivati che questo capannone era in affitto, ora è di loro proprietà. Eravamo anche disposti a rinunciare a qualcosa, ma comportandosi così la proprietà non ha rispettato né gli operai né i responsabili». Gli incontri sono proseguiti, e alla fine della mattinata è stato raggiunto un accordo, in attesa di un nuovo incontro tra le parti, fissato in Comune per mercoledì alle 19. Nel frattempo rimarrà il presidio davanti all’azienda, per scongiurare la dipartita dei macchinari. «Questo accordo ci dà un po’ di giorni di tempo - ha commentato Pastore -. Il nostro ruolo, come istituzioni, è inchiodare le parti al tavolo di trattativa per trovare delle soluzioni».
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