Modena. È scomparso l’avvocato Favini
Aveva 67 anni e da tempo era gravemente ammalato I colleghi: «Grande persona arguta, brillante e generosa»
MODENA. Marco Favini, uno degli avvocati penalisti più conosciuti e stimati della nostra città si è spento l’altra sera nella propria abitazione, vinto dalla malattia che lo stava attanagliando da parecchio tempo. Avrebbe compiuto 68 anni in novembre: i tanti colleghi, uniti nel dolore e nel ricordo, si sono stretti ai famigliari sottolineando come , anche nell’ultimo periodo di grandi sofferenze, abbia sempre esercitato la professione, dedicandosi con passione sorprendente e impegno alla giurisprudenza. Una passione che lo portò a laurearsi con il massimo dei voti all'Università di Modena diventando il più giovane procuratore iscritto all’albo. Marco Favini era figlio d’arte, ereditò infatti la vocazione per gli studi di legge dal padre che era avvocato ( il genitore perse la vita, negli anni 70, in un incidente stradale) e in effetti l’arte oratoria e compositiva era in lui come innata. Negli anni del liceo classico Muratori e nei primi di università, scrisse un poemetto in versi che in breve fece il giro di varie compagnie dell’epoca. Si trattava, come ha spiegato il nipote, l’avvocato Giacomo Tognetti, di un poemetto in versi chiamato “ Il Favinero” in cui si celebravano le gesta adolescenziali del giovane Favini e del suo nutrito gruppo di amici, più o meno citati velatamente, salvo poi comparire alla fine in un dettagliato indice che riportava alle pagine dove venivano citati. La vita di Favini, ha spiegato il nipote, è sempre stata costellata di successi professionali e di sfortune legate allo stato di salute. Fu decisivo, in senso positivo, il trapianto di reni a cui si sottopose: dopo l’intervento e sino a qualche anno fa l’avvocato poté godere di buona salute tanto da arrivare a vincere i campionati internazionali di tennis riservati ai trapiantati, vincendo inoltre gare in Italia e all’estero. Un amore per lo sport con un occhio di riguardo al Modena calcio e ultimamente anche al Sassuolo. Come ha spiegato il nipote, un altro grande pregio dell’avvocato Marco Favini era «l’avere sempre una forte apertura nei confronti delle nuove leve dell’avvocatura. Forniva consigli, era sempre di aiuto e si dava da fare in modo generoso per spiegare ed indirizzare nella professione, lui stesso spesso diceva che è proprio dai giovani che bisogna sempre imparare». «Ho perso un grande amico - afferma l’avvocato Luca Brezigar - e un grande collega. Brillante, arguto, ironico, generoso. Ora c’è un vuoto incolmabile. Lo avevo fortemente voluto con me nel direttivo della camera penale quando ne sono stato presidente perché, in sostanza, era “l’amico saggio”, una persona che anche in casi fortemente mediatici faceva il processo in aula e non sulle scale del tribunale. E poi è stato un grande sportivo, un campione di tennis tra gli avvocati. Perdo un amico, una grande persone a me cara da sempre». «Un uomo con la u maiuscola, un avvocato con la a maiuscola», dice a nome di tutti i colleghi l’avvocato Corradini.
Il funerale di Marco Favini si celebra questa mattina alle 9 nella chiesa di San Paolo.
Stefano Totaro
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