“Io ho un sogno”: Giustizia Benvenuti a Immaginaria, la città senza la parola “mia”
«Nella nostra città della fantasia non si usa mai la parola “mia”». È l’attacco, bellissimo, della filastrocca di Immaginaria, città che “vive” dentro le scuole elementari Martin Luther King di...
«Nella nostra città della fantasia non si usa mai la parola “mia”». È l’attacco, bellissimo, della filastrocca di Immaginaria, città che “vive” dentro le scuole elementari Martin Luther King di Portile.
Giustizia, legalità, accoglienza: sono queste le parole sulle quali le insegnanti hanno posto le fondamenta. Le fondamenta ideali della nuova sede appena inaugurata e le fondamenta reali di progetti che già da tempo vanno in un’unica direzione, quella della difesa dei valori. Il nome aiuta: Martin Luther King.
È il sogno - “I have a dream” - si è concretizzato nel percorso di libertà e giustizia, che ha coinvolto tutte le classi, dalla prima alla quinta.
Le classi prime e seconde hanno prodotto un alfabeto della Giustizia che è stato illustrato su pezze di lenzuolo prodotte dai bambini e cucite insieme (esposte in occasione dell’inaugurazione della scuola) ed hanno lavorato con l’esperta di Teatro sul Tema della giustizia con testi adeguati (filastrocche e storie).
Le classi terze, quarte e quinte hanno lavorato con l’esperta di Teatro sul testo della tragedia greca l’Antigone parlando di Territori (che sono stati riprodotti con materiale povero, sassi, bastoncini, foglie…),
In terza, con l’insegnante di classe, hanno anche parlato di filosofia e giustizia e prodotti degli elaborati scritti.
In quarta hanno parlato della figura di Martin Luther King, della storia degli afroamericani e delle figure che hanno dedicato la loro vita al tema come Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Aung San Suu Kyi. Hanno inoltre discusso dei diritti dei bambini facendo riferimento alla dichiarazione dell’Onu, pensando e scrivendo loro stessi i diritti che secondo loro tutti i bambini dovrebbero avere.
In quinta hanno lavorato sul testo “Per questo mi chiamo Giovanni” - libro di Luigi Garlando, che con sapiente intelligenza tocca temi legati alla mafia - e lavorato sul tema della legalità producendo anche in queste classi pezze di lenzuolo, che sono poi state cucite assieme ed esposte alla finestra della scuola.
Scrivono i ragazzi sul significato di giustizia: per Laura «è fare la cosa migliore», per Anna «quando qualcuno dà una cosa a un altro, l’altro deve ricambiare, per Fede vuol dire «essere trattati allo stesso modo», per Nicole «tutti sono uguali». Come nella filastrocca, che prosegue con altre sorprese che solo la fantasia dei bambini può regalare: «... Ci sono animali proprio strani, e non ci sono nè fagiani nè tulipani. Esistono tante vie, delle fattorie ma non delle malattie. Tante sono le case rosse e non ti viene mai la tosse. Le persone sono oneste e modeste e organizzano tante feste. Si festeggia la grande amicizia e vince sempre la giustizia».
Ecco, appunto: “I have a dream”, ho un sogno, e i bambini lo sanno sempre interpretare al meglio.
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