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Modena, la denuncia: «Lavoratori sotto costo, scandalo»

Modena, la denuncia: «Lavoratori sotto costo, scandalo»

Zavatti (Cgil): «È una coop multiservizi». «Soci d’ufficio, pagati in nero o a bonus»

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«Hai un'azienda? Risparmia fino al 40% del costo del lavoro».
È questo il messaggio spuntato nei volantini di una cooperativa, fasulla, e denunciato oggi dalla Cgil a Modena.
È Il responsabile regionale alla legalità del sindacato, Franco Zavatti, a segnalare il caso che per la Cgil è un vero scandalo.
«L'offerta sguaiata di una grande impresa nazionale - dice - arriva da una ditta con sedi operative in ben nove regioni compresa Bologna per l'Emilia-Romagna. In ballo c'è una ditta multiservizi, una “coop fasulla” il cui unico scopo sociale è quello di offrire “a qualsiasi tipo di azienda” il proprio personale. Così il finto socio della coop, iscritto d'obbligo e d'ufficio, è in sostituzione del personale dipendente».
Il tutto con l'obiettivo di «abbattere l'onere più gravoso per ogni imprenditore: il costo e la gestione del personale» come viene spiegato nel volantino.
Allegando immagini del foglio la Cgil segnala che offerte di questo tipo sono sempre più di moda. «Sono offerte lusinghiere - ribadisce Zavatti - che non si dilungano a spiegare come riescono a tagliare il 40% del costo del lavoro».
La conclusione? «Si tratta della solita musica - dice la Cgil - I lavoratori diventano soci cooperativi dovendo pagare un balzello, retribuiti col peggior contratto 'multiservizi' con parte dell'orario di lavoro o lo straordinario pagati in nero, o con bonus trasferta, o con voucher». Eppure l'agosto scorso il Tribunale di Milano ha accolto un'emblematica denuncia sindacale, con sentenza che ha fatto giurisprudenza. «Anche per i soci lavoratori di cooperative - scrisse il magistrato - la retribuzione non può essere inferiore a quella dettata dai contratti collettivi stipulati dai sindacati più rappresentativi».
«Ciononostante - conclude Zavatti - le società di multiservizi che sostituiscono il regolare lavoro dipendente si trovano ormai nei settori più esposti al lavoro supersfruttato, ma anche in settori delicati come, ad esempio, il socio-sanitario privato e case per anziani».

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