Lo sconcerto dei commercianti
«Quei botti? Credevamo fossero i soliti ragazzini». «E io ora anticipo la chiusura»
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SERRAMAZZONI . La tentata rapina a mano armata nel cuore del paese ha inevitabilmente creato sconcerto tra i commercianti di Serra. Soprattutto perché fa seguito a un'altra rapina messa a segno con coltello poco più di un mese fa, al Centrofrutta.
Se quella poteva andare in archivio come “ragazzata”, questa no. E ci si ferma a pensare.
«Qui abbiamo sentito gli spari, ma subito credevamo fossero i soliti ragazzini coi petardi», sottolinea Stefano Magnanelli del bar Barone Rosso, di fianco alla Bper.
«È una brutta sensazione pensare di avere avuto qui a due passi, dentro una Fiesta, una persona con una pistola che aspettava solo di colpire».
«Non mi sarei mai aspettata una rapina con pistola in piazza a Serra – rimarca Gloria Scorcioni, titolare del negozio di specialità alimentari “La Nicchia” e presidente del comitato di commercianti “Facciamo Centro” - io non avrei avuto di sicuro il coraggio di Luca: avrei mollato i soldi lì sperando solo che non mi facessero nulla».
«Quando esco la sera, con il buio e poca gente in giro un po' di paura mi è venuta a volte, ma adesso molto di più», nota Valentina Forlani dell'abbigliamento Bonnie & Clyde, a pochi passi dalla tabaccheria.
«Io di solito metto la macchina qui dietro nel parcheggio di via Val di Sasso, dove non c'è neanche tanta luce – spiega Tania Sighinolfi della merceria “Cucitania” a fianco – mi chiedo cosa potrebbe succedere lì, se un ladro è capace di saltare fuori da una piazza».
«Io da un po’ in inverno ho anticipato la chiusura serale dalle 19.30 alle 19, visto che c'è il deserto in giro" precisa Rossella Malagoli de “L’Erba buona”.
«Forse un po’ di illuminazione in più non farebbe male. Ma bisognerebbe soprattutto che la gente che viene presa dai carabinieri poi non fosse mollata dopo pochi giorni. Se ci fosse certezza della pena, uno ci penserebbe di più prima di fare certe cose».
«La giustizia che non c’è è la cosa che fa arrabbiare di più – nota Giorgia Malagoli della cartoleria l’Astuccio – e poi c’è la difficoltà a lavorare, in una situazione così. È emotivamente impegnativo pensare che da un momento all'altro potrebbe capitarti dentro uno che, spacciandosi per cliente, poi ti rapina: al Centrofrutta è successo poco più di un mese fa».
«Prima di Natale una sera è capitato qui in gelateria un ubriaco di colore che chiedeva da mangiare – ricorda Dexy Fiorentini del K2 – gli ho dato un gelato, poi ho avuto paura, perché non andava via. Ci sono balordi in giro quando fa buio, e non è detto che vada sempre bene».
Daniele Montanari
Se quella poteva andare in archivio come “ragazzata”, questa no. E ci si ferma a pensare.
«Qui abbiamo sentito gli spari, ma subito credevamo fossero i soliti ragazzini coi petardi», sottolinea Stefano Magnanelli del bar Barone Rosso, di fianco alla Bper.
«È una brutta sensazione pensare di avere avuto qui a due passi, dentro una Fiesta, una persona con una pistola che aspettava solo di colpire».
«Non mi sarei mai aspettata una rapina con pistola in piazza a Serra – rimarca Gloria Scorcioni, titolare del negozio di specialità alimentari “La Nicchia” e presidente del comitato di commercianti “Facciamo Centro” - io non avrei avuto di sicuro il coraggio di Luca: avrei mollato i soldi lì sperando solo che non mi facessero nulla».
«Quando esco la sera, con il buio e poca gente in giro un po' di paura mi è venuta a volte, ma adesso molto di più», nota Valentina Forlani dell'abbigliamento Bonnie & Clyde, a pochi passi dalla tabaccheria.
«Io di solito metto la macchina qui dietro nel parcheggio di via Val di Sasso, dove non c'è neanche tanta luce – spiega Tania Sighinolfi della merceria “Cucitania” a fianco – mi chiedo cosa potrebbe succedere lì, se un ladro è capace di saltare fuori da una piazza».
«Io da un po’ in inverno ho anticipato la chiusura serale dalle 19.30 alle 19, visto che c'è il deserto in giro" precisa Rossella Malagoli de “L’Erba buona”.
«Forse un po’ di illuminazione in più non farebbe male. Ma bisognerebbe soprattutto che la gente che viene presa dai carabinieri poi non fosse mollata dopo pochi giorni. Se ci fosse certezza della pena, uno ci penserebbe di più prima di fare certe cose».
«La giustizia che non c’è è la cosa che fa arrabbiare di più – nota Giorgia Malagoli della cartoleria l’Astuccio – e poi c’è la difficoltà a lavorare, in una situazione così. È emotivamente impegnativo pensare che da un momento all'altro potrebbe capitarti dentro uno che, spacciandosi per cliente, poi ti rapina: al Centrofrutta è successo poco più di un mese fa».
«Prima di Natale una sera è capitato qui in gelateria un ubriaco di colore che chiedeva da mangiare – ricorda Dexy Fiorentini del K2 – gli ho dato un gelato, poi ho avuto paura, perché non andava via. Ci sono balordi in giro quando fa buio, e non è detto che vada sempre bene».
Daniele Montanari
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