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Talent show per la ricerca scientifica 

Talent show per la ricerca scientifica 

Docenti, ricercatori e studenti presenteranno le loro ricerche in tre minuti. Una corso per imparare a raccogliere fondi

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Se lo Stato italiano decide di spendere per la ricerca di base, in tutte le università italiane, un terzo di quanto la Juventus ha speso per comprare Higuain dal Napoli, che cosa devono fare i ricercatori e gli atenei per andare avanti?
«Guardare avanti e imparare a dialogare con il grande pubblico - spiega il professor Marcello Pinti - ma anche con il mondo degli specialisti che poi trasferiscono in prodotti industriali i risultati dei laboratori».
È questa la filosofia che ispira “Fame Lab 2017”, una selezione competitiva tra scienziati, ricercatori e docenti che si terrà il 24 marzo alla Rocca dei Contrari a Modena. Il requisito per partecipare, oltre all’iscrizione che si realizza attraverso il sito dell’università di Modena, è quello di avere meno di 40 anni. Il concorso, perchè è di questo che si tratta, si svolge come un talent show in televisione. Le iscrizioni scadono il prossimo 12 marzo.
I concorrenti, ovvero i partecipanti, si presenteranno sul palco e in soli tre minuti, come se parlassero in tv, devono spiegare in tre minuti, il senso, gli obbiettivi del proprio lavoro. Una vita spesa o da spendere nel mondo della ricerca che viene riassunta in poco meno di 200 secondi, in italiano o in inglese.
L’utilizzo della lingua di Shakespeare non è casuale, visto che ormai la lingua parlata sulle due sponde dell’Atlantico è diventata l’esperanto del mondo scientifico.
Cosa si vince? La selezione avviene in dieci città italiane e porterà a una finale con i migliori venti, ovvero i primi due di ogni città italiana; Modena da questo punto di vista parte avvantaggiata, visto che è l’unica sede universitaria dell’Emilia Romagna a partecipare al concorso. Che si vince dunque?
«Una grande visibilità, la partecipazione a un corso di formazione per comunicazione della scienza - risponde Daniela Longo per conto di Pleiadi, la società che organizza la selezione con il patrocinio del British Council - Dai finalisti italiani emergerà il migliore che parteciperà alla finale mondiale in Inghilterra, al Cheltenham Science Festival, assieme ad altri 28 concorrenti di tutto il mondo».
«La ricerca di fondi ad di fuori delle sovvenzioni pubbliche è una tradizione consolidata all’estero - riassume il rettore Andrisano - La ricerca non riguarda solo una ristretta cerchia di persone ma l’intera nazione; è evidente che se non c’è ricerca di base il paese non progredisce. Iniziative come questa aiuteranno i ricercatori a trovare la migliore collocazione». «Dai laser ai forni a microonde c’è un unico filo di ricerche e ritrovati. Bisogna essere capaci di spiegarlo al grande pubblico».
Saverio Cioce

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