«Una reazione istintiva Non ho pensato ai soldi»
di Daniele Montanari
Veroni ieri è tornato in tabaccheria: «Me l’aspettavo, avevo già studiato una fuga E di fronte a uno che vuol farti del male mi sono soltanto messo in salvo, in fretta»
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SERRAMAZZONI. È stato per certo aspetti eroico nella sua reazione Luca Veroni, il titolare della tabaccheria di via Roma 27 che giovedì sera si è trovato addosso i rapinatori, uno dei quali gli puntava la pistola.
Non si è fatto paralizzare dalla paura, ma ha avuto l’istinto e i riflessi per correre indietro a più non posso, seminando gli uomini gli avevano teso l’agguato.
Ma forse neanche lui ieri si rendeva ancora bene conto del coraggio dimostrato, a rischio della vita: mentre correva via, il bandito ha esploso tre colpi di pistola a vuoto, ma avrebbe potuto benissimo colpirlo alle spalle e ucciderlo. Ha avuto fegato e gambe lunghe, tanto che in prossimità dell'attraversamento pedonale di fronte all'erboristeria il rapinatore ha desistito ed è tornato sui suoi passi abbandonando la Fiesta rubata e dandosi alla fuga, sull’auto del complice.
«Non so se sia stato coraggio – si schernisce dietro al bancone della tabaccheria, sottolineando che non vuole foto – io credo sia stato solo istinto: mi sono trovato davanti a una persona che mi voleva fare del male e mi sono messo in salvo il più in fretta possibile, tutto qui...».
È quindi arrivato nell’altra piazza riparandosi nel bar Autolinee, dove ha chiamato i carabinieri dando l'allarme.
«Se ho pensato ai soldi? No, solo a scappare e tornare via come ero venuto. Certo, mi sono portato dietro anche la cassetta... meglio così».
Se Luca è stato tanto pronto nel momento dell'emergenza è forse anche perché un po' se l’aspettava: «Me lo immaginavo che prima o poi mi sarebbe capitato – sottolinea – anche se nello specifico non mi ero accorto di essere sotto lo sguardo di qualcuno, né giovedì né i giorni prima. Mi ero però studiato bene il percorso da fare nel portare il contante alla cassa continua della banca (la Bper di piazza Tasso) in modo da avere sempre attorno un buon spazio di fuga».
Ieri Luca arrivato a mezzogiorno in tabaccheria, tenendosi la mattinata per ricaricare le batterie, dopo la notte movimentata. E c’è riuscito bene: «Dormito? Certo che ho dormito, non mi faccio mica prendere dalla paura. Mi sono riposato e adesso continuo in negozio, come sempre».
Cambierà qualcosa ora nelle abitudini, magari nella gestione dei valori?
«Vedremo – risponde – ci penserò un po’ su. Ma non mi faccio sconvolgere la vita da quello che è successo».
Non si è fatto paralizzare dalla paura, ma ha avuto l’istinto e i riflessi per correre indietro a più non posso, seminando gli uomini gli avevano teso l’agguato.
Ma forse neanche lui ieri si rendeva ancora bene conto del coraggio dimostrato, a rischio della vita: mentre correva via, il bandito ha esploso tre colpi di pistola a vuoto, ma avrebbe potuto benissimo colpirlo alle spalle e ucciderlo. Ha avuto fegato e gambe lunghe, tanto che in prossimità dell'attraversamento pedonale di fronte all'erboristeria il rapinatore ha desistito ed è tornato sui suoi passi abbandonando la Fiesta rubata e dandosi alla fuga, sull’auto del complice.
«Non so se sia stato coraggio – si schernisce dietro al bancone della tabaccheria, sottolineando che non vuole foto – io credo sia stato solo istinto: mi sono trovato davanti a una persona che mi voleva fare del male e mi sono messo in salvo il più in fretta possibile, tutto qui...».
È quindi arrivato nell’altra piazza riparandosi nel bar Autolinee, dove ha chiamato i carabinieri dando l'allarme.
«Se ho pensato ai soldi? No, solo a scappare e tornare via come ero venuto. Certo, mi sono portato dietro anche la cassetta... meglio così».
Se Luca è stato tanto pronto nel momento dell'emergenza è forse anche perché un po' se l’aspettava: «Me lo immaginavo che prima o poi mi sarebbe capitato – sottolinea – anche se nello specifico non mi ero accorto di essere sotto lo sguardo di qualcuno, né giovedì né i giorni prima. Mi ero però studiato bene il percorso da fare nel portare il contante alla cassa continua della banca (la Bper di piazza Tasso) in modo da avere sempre attorno un buon spazio di fuga».
Ieri Luca arrivato a mezzogiorno in tabaccheria, tenendosi la mattinata per ricaricare le batterie, dopo la notte movimentata. E c’è riuscito bene: «Dormito? Certo che ho dormito, non mi faccio mica prendere dalla paura. Mi sono riposato e adesso continuo in negozio, come sempre».
Cambierà qualcosa ora nelle abitudini, magari nella gestione dei valori?
«Vedremo – risponde – ci penserò un po’ su. Ma non mi faccio sconvolgere la vita da quello che è successo».
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