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Castelvetro, due auto di lusso incendiate: è mistero

Castelvetro, due auto di lusso incendiate: è mistero

Jaguar e Mercedes erano in un parcheggio di Castelvetro. I proprietari le avevano lasciate per andare a cena con amici

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CASTELVETRO. Un venerdì sera fuori con amici, come tanti altri al termine di una settimana di lavoro, poi, al rientro dal ristorante, la bruttissima sorpresa: ritrovarsi le costose macchine bruciate, senza sapere nemmeno il motivo.
È quanto accaduto a due persone nella notte tra venerdì e sabato a Castelvetro, in via Sant’Eusebio. È qui che alcuni amici si erano dati appuntamento per trascorrere insieme il venerdì sera. Ognuno è giunto nel parcheggio pubblico nei pressi della Coop Legno con la propria auto. Poi tutti sono saliti su un’unica vettura per andare insieme al ristorante prescelto.
Nel parcheggio sono rimaste una Mercedes e una Jaguar. Erano le 21 circa. Le due auto hanno preso fuoco due ore dopo, attorno alle 23. Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco di Vignola che nel giro di breve tempo ha domato le fiamme.
Al ritorno l’amara sorpresa per i proprietari, che hanno ritrovato le proprie auto di lusso gravemente danneggiate dal rogo. Una prima ricostruzione dei vigili del fuoco esclude che si sia trattato di un guasto alle auto, anche perché le due vetture erano spente da circa due ore quando hanno preso fuoco ed è ovviamente da escludere che si sia trattato del surriscaldamento di una delle componenti meccaniche.
Uno dei due proprietari ha parlato di problemi alla centralina, ma è difficile che la causa del rogo possa essere collegata a questa tipologia di malfunzionamenti, visti anche i sistemi di prevenzioni di cui le moderne vetture sono dotate.
È, invece, molto più probabile che le due auto siano state volontariamente date alle fiamme da qualcuno, un’eventualità che i pompieri al momento non escludono. D’altro canto è anche vero che, per ora, non sono stati trovati inneschi.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Castelvetro, che, basandosi sul rapporto stilato dai pompieri, hanno avviato un’indagine per capire se effettivamente vi sia un gesto volontario dietro al rogo.
Difficile, tuttavia, che si tratti di un’intimidazione mirata nei confronti dei due proprietari, dato che si trovavano in quel parcheggio casualmente. Se fossero stati loro l’obiettivo diretto, sarebbero stati colpiti in “luoghi abitudinari”, magari nel parcheggio di casa o al lavoro. Altrettanto strane sono le tempistiche. Perchè attendere oltre due ore dal momento in cui i due se ne vanno con il terzo amico per dare fuoco alle vetture? Non sarebbe stato preferibile agire dopo pochi minuti dall’allontanamento dei proprietari?
Ecco che quindi l’ipotesi del gesto casuale prende maggiore corpo rispetto all’intimidazione vera e propria. (gib)

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