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Modena: In 41 fuori dal Pd. E la Festa è a rischio...

Modena: In 41 fuori dal Pd. E la Festa è a rischio...

Aumentano coloro che hanno lasciato incarichi per seguire Bersani. Martedì arriva Orfini a “trattenere” i volontari

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Maria Cecilia Guerra, Paolo Trande, Ivan Alboresi, Sergio Ansaloni, Tiberia Aquilini, Carmelo Belardo, Massimo Bergonzini, Vanna Borsari, Giuseppe Bove, Renzo Catucci, Fausto Cigni, Gilberto Colistra, Salvatore Colucci, Luigi Fanti, Lucio Ferrari, Enrico Gallo, Roberto Gasparri, Ruben Gasparini, Devid Ghermandi, Iler Gozzi, Mauro Malavasi, Marco Malferrari, Mauro Masetti, Sandra Mattioli, Riccardo Orlandi, Angela Panigadi, Arnaldo Parmeggiani, Brunella Piccinini, Sergio Rusticali, Enrico Maria Sighinolfi, Luca Sitta, Walter Stella, Michele Stortini, Claudio Tamburini, Simone Tazzioli, Luciano Tomassia, Claudio Tonelli, Rita Tonus, Lauro Vignudelli, Patrizia Villani, Elena Zafferi. Non è un bollettino di guerra. Sono i primi nomi, 41 nomi, di coloro che hanno deciso di mettere la faccia sulla scissione del Pd, seguendo Bersani in Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista, e comunicando così le proprie irrevocabili dimissioni dagli organismi dirigenti, di cui essi fanno singolarmente parte, del Comitato Regionale, della Federazione di Modena, dei Comitati Comunali e dei Circoli della Provincia. La frattura, insomma, cresce di dimensioni, il fronte si allarga, i toni non si placano e soprattutto lo scenario futuro non è dei più rosei.
Primo tra tutti quello della Festa Pd. Alla fine ci sarà, tutti ne sono certi, ma il programma rischia di dover risentire di una organizzazione più risicata, dal momento che si sa che il ruolo dei volontari è fondamentale e imprescindibile. Dopo la riunione fatta nei giorni scorsi a Ponte Alto, sembra che gli animi non si siano proprio rasserenati. Eudes Canali, storico volontario a capo di tutta la macchina organizzativa, era stato chiamato da Matteo Orfini a Roma. Martedì prossimo Orfini arriverà addirittura a Modena per parlare con i volontari, cercando di “limitare i danni” e trattenere coloro che, come lo stesso Canali, erano già dati per partenti. Se ciò non avverrà sarà certamente per convinzione politica dei diretti interessati, ma anche per senso di responsabilità. Per primi i volontari considerano la Festa stessa una festa per la città e non ci stanno a passare per colpevoli, come coloro che l’hanno fatta chiudere. Ma sarà una trattativa complicata, fatta certamente anche di contenuti, perché a Roma sanno che non possono permettersi di vedere frantumata Modena, quella che una volta era il primo baluardo d’Italia del partitone.
Davide Berti

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