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La carriera in incognito dell’albanese arrestato 

La carriera in incognito dell’albanese arrestato 

Serramazzoni. Gli investigatori convinti di avere preso un pericoloso capobanda Si indaga su un’altra rapina, con spari di fucile. E il complice ha le ore contate

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SERRAMAZZONI. La caccia al complice è alle battute decisive, ma è sempre più evidente che l’arresto di Ferdinant Xhasana rappresenta per gli investigatori un colpo decisivo ad anni di episodi gravi ed oscuri su e giù per la provincia di Modena. Il 40enne arrestato giovedì notte infatti non assomiglia affatto all’innocente padre di famiglia che ha provato a descriversi. Negando ad esempio di avere le armi, poi ritrovate dai carabinieri in un garage nella sua disponibilità. Garage ovviamente non collegato all’appartamento in cui vive, in via Plessi a Vignola.
Il nome di Ferdinant - considerato al vertice dell’organizzazione - è infatti da anni nel mirino degli investigatori dell’Arma, che lo sospettavano di decine di colpi. Ma lui è quasi sempre riuscito a cavarsela, pulito. Come nel 2000, quando viene prosciolto dall’accusa di avere malmenato con un complice - che aveva patteggiato - per avere picchiato due anziani coniugi di Vitriola di Montefiorino durante un tentativo in casa. I due erano mascherati e per il pm della Procura non c'era la prova che l'albanese fosse autore del violento episodio.
Il nome di Xhasana compare anche dopo, nel 2012, quando in quattro - tutti albanesi - vengono arrestati dalla polizia per essere la banda che, con le maschere di carnevale, aveva rapinato sei uffici postali, impugnando pistole e fucili.
Nel 2013 torna in carcere, per espiare un anno di reclusione per associazione a delinquere e rapina. E in carcere viene raggiunto da un altro arresto, accusato di avere commesso altre otto rapine, con agguati alle loro vittime. Ma un anno dopo Xhasana è assolto, in quanto indicato da un pentito, senza evidenti riscontri. Anche stavolta vedremo. Fatto sta che a Vignola risulta non avesse un lavoro vero, pur conducendo un regime di vita più che dignitoso. Sembra che nel suo appartamento ci siano elettrodomestici di lusso, che molti altri si sognano.
Di certo le indagini non si fermeranno ad una rilettura di vicende processuali passate. Ma ad altri reati senza un colpevole, quelli sì. Come a dicembre 2014, quando due uomini armati di fucile commisero una rapina al distributore Bertelli sulla Nuova Estense a Serramazzoni, E anche in quella occasione ci fu uno sparo, tanto che si può pure ipotizzare l’uso del fucile sequestrato a casa di Ferdinant. Che la calibro 38 trovata nella sua cantina abbia sparato a Serra giovedì sera lo accerteranno le investigazioni scientifiche, ma ci sono pochi dubbi. I carabinieri comunque stanno ancora cercando le ogive, per capire se l’albanese e il complice volevano o potevano uccidere il tabaccaio Veroni, sfuggito all’agguato. (ase)

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