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La Soprintendenza blocca l’affare di casa Menotti 

di Gabriele Farina
La Soprintendenza blocca l’affare di casa Menotti 

Fiorano. Bocciati il progetto Hospice e anche la demolizione con ricostruzione La villa è abbandonata e tutelata mentre il Comune spinge per nuovi alloggi

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FIORANO. Hospice davanti a Villa Menotti? La Soprintendenza dice di no. Da Bologna è giunta una bocciatura all’operazione urbanistica del Comune a due passi da dove il patriota modenese passava le vacanze con Francesca Moreali. Il “niet” dalla sede locale del ministero dei Beni culturali coinvolge anche la Casa Sana srl, attuale proprietaria dell’immobile.
«Il bene, seppur da tempo privo di manutenzione, presenta nei suoi aspetti materiali e formali elementi caratterizzanti del villino di campagna di pregevole fattura tipico di questo territorio - ha scritto il soprintende Luigi Malnati, riconoscendone il valore d’interesse culturale - e contestualmente il manufatto risulta di particolare importanza dal punto di vista storico per l’intero patrimonio nazionale, poiché qui era solito trascorrere i periodi estivi con la famiglia il patriota Ciro Menotti, le cui spoglie giacciono nella vicina chiesa parrocchiale di Spezzano».
Malnati ha preso posizione a nome dell’ente dopo accertamenti “in loco”. Lo stesso aveva fatto la Gazzetta. poco prima di Natale quando il quadro era desolante: coperte e materassi abbandonati, finestre a terra, macerie dappertutto. All’ingresso un cartello con la scritta: “pericolo di crollo”.
La Soprintendenza ha bocciato anche l’ipotesi “recupero con demolizione e successiva fedele ricostruzione dell’edificio storico”, contenuta in una variante del Psc. «Ricadendo il manufatto e il contiguo parco in area di tutela fluviale - ha ripreso Malnati - dal punto di vista della tutela del paesaggio un intervento di demolizione e ricostruzione non sarebbe compatibile, poiché altererebbe completamente gli aspetti materico-percettivi dell’insieme, pertanto sarà opportuno prevedere un intervento di recupero che non implichi la demolizione del bene nella sua consistenza materiale».
La Soprintendenza è stata interpellata a novembre da Sabina Piccinini, consigliere comunale di San Cesario. L’ente scriverà l’istruttoria per il provvedimento conclusivo, la cui adozione spetterà alla Commissione regionale. Sono tre i pareri negativi incassati dal progetto del Comune: 22 novembre 2016, 27 gennaio 2017 e 21 febbraio 2017. «È in atto un’operazione urbanistica - aveva detto il sindaco, Francesco Tosi - che prevede anche una costruzione poco invasiva di villette, ammesso che tutti coloro che sono chiamati a dare un parere siano favorevoli».
«Chiediamo al Comune che la scelta venga riconsiderata - ha aggiunto Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente - e che si segua invece la strada più tutelante per le future generazioni». Se il Comune andasse avanti comunque? «Qualsiasi opera o intervento dovrà ottenere la preventiva autorizzazione della Soprintendenza», ha concluso Malnati.

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