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Meta, bloccata la triturazione di amianto
SAN FELICE. Amianto sotto controllo al termine del sopralluogo dell’Ausl in via Perossaro a San Felice, dove è in corso la ristrutturazione con ampliamento dello stabilimento Meta. Dal giorno dell’isp...
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SAN FELICE. Amianto sotto controllo al termine del sopralluogo dell’Ausl in via Perossaro a San Felice, dove è in corso la ristrutturazione con ampliamento dello stabilimento Meta.
Dal giorno dell’ispezione, infatti, è stata interrotta la triturazione delle lastre di eternit contenenti amianto, che da cinque anni erano per terra, tra i rottami dello stabilimento che è crollato il 29 maggio 2012, con la morte di tre persone. Si ricorderà: due operai e l’ingegner Bignardi. Una vicenda per la quale in tribunale a Modena è in corso il processo, per omicidio colposo e falso, a tre persone: il sindaco, il capo dell’ufficio tecnico e il tecnico privato al quale si erano rivolti i titolari della Meta, per riaprire all’indomani del terremoto del 20 maggio lo stabilimento. Nei giorni scorsi era iniziata la rimozione delle macerie, con l’ausilio di una ruspa. Evidentemente una pratica che l’Ausl ha ritenuto pericolosa, per l’incolumità di quanti vivono e lavorano in zona e per il conseguente smaltimento (San Felice già “vanta” l’esperienza di Bianchini). Così ora la rimozione avviene a mano, distinguendo i residui all’amianto dagli altri rottami, mentre è avvenuta regolarmente quella da tetto dell’ex scatolificio, che sarà assorbito dalla Meta (attualmente delocalizzata a Bomporto) per un importante investimento milionario.
Dal giorno dell’ispezione, infatti, è stata interrotta la triturazione delle lastre di eternit contenenti amianto, che da cinque anni erano per terra, tra i rottami dello stabilimento che è crollato il 29 maggio 2012, con la morte di tre persone. Si ricorderà: due operai e l’ingegner Bignardi. Una vicenda per la quale in tribunale a Modena è in corso il processo, per omicidio colposo e falso, a tre persone: il sindaco, il capo dell’ufficio tecnico e il tecnico privato al quale si erano rivolti i titolari della Meta, per riaprire all’indomani del terremoto del 20 maggio lo stabilimento. Nei giorni scorsi era iniziata la rimozione delle macerie, con l’ausilio di una ruspa. Evidentemente una pratica che l’Ausl ha ritenuto pericolosa, per l’incolumità di quanti vivono e lavorano in zona e per il conseguente smaltimento (San Felice già “vanta” l’esperienza di Bianchini). Così ora la rimozione avviene a mano, distinguendo i residui all’amianto dagli altri rottami, mentre è avvenuta regolarmente quella da tetto dell’ex scatolificio, che sarà assorbito dalla Meta (attualmente delocalizzata a Bomporto) per un importante investimento milionario.
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