oggi al monzani
«Miglioriamo l’impatto delle cure»
di Serena Arbizzi
Il medico Paolo Lissoni parlerà al convegno “Oncologia integrata”
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In un numero sempre maggiore di ospedali pubblici si sta consolidando l’approccio integrato alla cura dei tumori, cioè una proposta terapeutica al paziente oncologico in grado di garantire i protocolli convenzionali di chemioterapia, radioterapia e chirurgia supportati da una fitta rete di esperti capaci di alleviare gli effetti collaterali dei farmaci più potenti.
Di questo si parlerà al convegno in programma oggi al Forum Monzani a partire dalle 9.30 dal titolo “Oncologia integrata”. Prenderanno parte all’incontro, che vede tra gli sponsor Bper banca, oltre a Terra Nova Edizioni e BioenergeticLab, Franco Cracolici, medico agopuntore, Ivano Hammarberg, palliativista e docente di microimmunoterapia, Roberto Rinaldini, esperto nella terapia laser in oncologia, Monica Di Lupo, esperta di micoterapia, Paolo Lissoni, per anni oncologo al San Gerardo di Monza. Ed è proprio il dottor Lissoni che anticipa alcuni dei contenuti del convegno.
Dottor Lissoni, che cos’è l’oncologia integrata?
«Innanzitutto bisogna chiedersi: integrata rispetto a cosa? La risposta è molto semplice si tratta di individuare un criterio che fornisca i parametri necessari a dimostrare che le cure applicate sul paziente stanno spostando la distruzione della neoplasia».
Per quanto riguarda la chemioterapia, si potranno mai curare i pazienti che soffrono di patologie oncologiche con cure meno invasive?
«Si può già migliorare benissimo l’impatto della chemioterapia sul paziente. La terapia con ormoni prodotti dalla ghiandola pineale è in grado di indurre un controllo di malattia in un discreto numero di pazienti oncologici metastatica. Modena è stata la patria di Luigi Di Bella, il cui metodo si basa sulla melatonina. Di Bella padre diceva sempre: “Non dico che la melatonina curi il cancro, ma non si può pensare di curare il cancro senza la melatonina”. Il ruolo di questo ormone va riconosciuto. Dopo e durante i trattamenti chemioterapici viene somministrata per ridurne la tossicità».
Di questo si parlerà al convegno in programma oggi al Forum Monzani a partire dalle 9.30 dal titolo “Oncologia integrata”. Prenderanno parte all’incontro, che vede tra gli sponsor Bper banca, oltre a Terra Nova Edizioni e BioenergeticLab, Franco Cracolici, medico agopuntore, Ivano Hammarberg, palliativista e docente di microimmunoterapia, Roberto Rinaldini, esperto nella terapia laser in oncologia, Monica Di Lupo, esperta di micoterapia, Paolo Lissoni, per anni oncologo al San Gerardo di Monza. Ed è proprio il dottor Lissoni che anticipa alcuni dei contenuti del convegno.
Dottor Lissoni, che cos’è l’oncologia integrata?
«Innanzitutto bisogna chiedersi: integrata rispetto a cosa? La risposta è molto semplice si tratta di individuare un criterio che fornisca i parametri necessari a dimostrare che le cure applicate sul paziente stanno spostando la distruzione della neoplasia».
Per quanto riguarda la chemioterapia, si potranno mai curare i pazienti che soffrono di patologie oncologiche con cure meno invasive?
«Si può già migliorare benissimo l’impatto della chemioterapia sul paziente. La terapia con ormoni prodotti dalla ghiandola pineale è in grado di indurre un controllo di malattia in un discreto numero di pazienti oncologici metastatica. Modena è stata la patria di Luigi Di Bella, il cui metodo si basa sulla melatonina. Di Bella padre diceva sempre: “Non dico che la melatonina curi il cancro, ma non si può pensare di curare il cancro senza la melatonina”. Il ruolo di questo ormone va riconosciuto. Dopo e durante i trattamenti chemioterapici viene somministrata per ridurne la tossicità».
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