Milano, cresce il distretto modenese protagonista della fashion week
Cristiano Burani e Blugirl sfogliano l’album dei viaggi mentre Scervino coniuga femminilità e uniformi La Franchi evoca Evita, Trussardi rielabora i capi storici del brand, “re” Giorgio si proietta al futuro
MILANO. Mai come per questa fashion week i brand prodotti nel nostro distretto hanno catalizzato l'attenzione dei media di tutto il mondo. Merito della creatività dei nostri designer e di eventi particolari come i 40 anni di Blumarine. Cristiano Burani si è ispirato ad un suo viaggio in Perù per una collezione che mescola atmosfere grunge anni 70 e suggestioni etno-folk riferendosi all'innata maestria che hanno le peruviane nel giocare con i colori e con le sovrapposizioni. Burani è riuscito nel trasportare questa attitudine in look urbani e contemporanei, con tocchi di tecnologia e dettagli sportivi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14980805:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/03/05/fotogalleria/la-settimana-della-moda-di-milano-1.14980805]]
Viaggi anche al centro della sfilata di Blugirl: Londra, San Pietroburgo e Milano le tappe che Anna Molinari ha tramutato in abitini in velluto con dettagli all'uncinetto, tulle e pizzo. Il contrasto tra il rigore militare e la sensualità femminile sono al centro delle proposte di Ermanno Scervino: cappotti e parka dalla vestibilità over, decorati come uniformi in nuances delicate con intarsi di pelliccia, tanto Principe di Galles, ma anche gonne ultra-femminili nei quali si sovrappongono, grazie a innovative lavorazioni couture, ricami valanciennes, pizzi e plumetis.
Elisabetta Franchi fa rivivere Evita Peron con la sua indipendenza, ma anche la sua iconica eleganza che fece numerose proseliti negli anni '40. All'epoca si ispirano anche le stampe dal sapore orientale, le gonne attillate sotto il ginocchio, le super chic camicie dalle ampie maniche e i grandi cappotti ad accappatoio rigorosamente in eco pelliccia. Gaia Trussardi apre l'archivio del brand che porta il nome di famiglia e rivisita i capi che hanno segnato la storia della moda negli anni '80.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14980861:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2017/03/05/news/settanta-defile-con-il-fil-rouge-della-nostalgia-per-gli-anni-80-1.14980861]]
Gli abiti lunghi sono indossati con dolcevita e calzine a coste color carne e stivaletti di pitone, sotto a giubbotti in suede con collo sciallato in maglia. Controcorrente Giorgio Armani per il quale: «La moda deve raccontare il presente, non evocare il passato» e presenta per la linea Emporio abiti molto “coprenti” che non lasciano vedere le gambe “troppo nude” secondo Re Giorgio. Per la prima linea presenta la gonna-pantalone plissettata sul davanti e a sigaretta dietro. Innovativa, perché tra quarant'anni devono poter dire «ecco come si vestivano nel 2017».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

