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Modena, Magiera e il tributo spostato a Verona: Pavarotti sarebbe amareggiato

di Gabriele Farina
Modena, Magiera e il tributo spostato a Verona: Pavarotti sarebbe amareggiato

Il maestro: «Luciano teneva tanto alla sua città». Il celebre pianista ha donato la sua collezione all’Archivio Storico

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MODENA. «Luciano sarebbe molto amareggiato». Leone Magiera ha diretto a Torino l’ultima esibizione di Pavarotti. Era il 2006. Undici anni dopo, il “ratto di Verona” per il concerto in memoria del tenore.
«Una notizia che si commenta da sola», ha esordito il pianista, presentando la collezione di famiglia donata ieri all’archivio storico.
«Sono amareggiato - ha riconosciuto l’ex marito di Mirella Freni - perché Luciano teneva tanto a Modena, molto più di me che ho vissuto per quarant’anni a Bologna».

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Lui stesso ha aggiunto qualche ricordo: «Ho vissuto a latere le esperienze del Pavarotti & Friends - ha aggiunto l’ex segretario artistico della Scala - perché non volevo eseguire musica diversa da quella classica. L’ho seguito e aiutato anche perché con il nuovo genere Luciano aveva qualche problema. Ho fatto da scopritore in quelle occasioni».
Di occasioni e aneddoti ne ha a decine riguarda la sua famiglia. Da ieri diversi sono visitabili grazie alla donazione compiuta da lui e Stefania Zanasi all’Archivio Storico.
Un episodio in particolare sembra aver un particolare pepe in (testa)coda. «Mio padre Ubaldo è stato tra i fondatori del Raci (Reale automobile club d’Italia), poi divenuto Aci (Automobile club d’Italia) - ha ricordato Magiera - ed ebbe una querelle con Enzo Ferrari. Egli aveva partecipato a una gara del chilometro lanciato. Arrivò primo, ma lo sponsor si dileguò. L’Aci lo aveva finanziato con diecimila lire, ma Ferrari si dimenticò di ridare indietro la somma. Allora mio padre fu delegato alla riscossione del credito. Ne nacque una discussione abbastanza violenta. D’altra parte, il nostro Drake lo superava in macchina: era il secondo pilota dopo Tarcisio Nuvolari dell’Alfa Romeo».

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Chissà quanto valgono oggi diecimila lire dell’epoca? Enzo Ferrari ha restituito la cifra alla fine?
«Forse non sarebbe molto - ha risposto l’intervistato - ma non so dire quanto vale con gli interessi. Certo, sarebbe tutto da dimostrare e non vorrei fare causa agli eredi di Ferrari…».
Causa avrebbero forse potuto fare alcuni contadini al nonno di Magiera, Ugo, se qualcosa fosse andato storto.
«Era medaglia d’oro al valore militare - ha proseguito il musicista - perché è stato un tiratore scelto. Al ritorno dalla guerra chiese ad alcuni contadini di tenere una candela accesa in testa perché le voleva spegnere con un colpo di pistola».
I primi episodi raccolti nel patrimonio Magiera risalgono al quattordicesimo secolo. Una parte sarà esposta al Foro Boario nel mese di novembre per i 2200 anni della fondazione di Modena. «Una mostra che consentirà di valorizzar il patrimonio culturale della nostra città - ha anticipato Gianpietro Cavazza, assessore alla Cultura del Comune di Modena - e richiamerà altri beni da altre città: avrà un sicuro impatto».

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