Novi, rapina all’Unipol, sequestrato il titolare
Subito arrestati Cosimo e Salvatore Iacono e Antonino Neri: i carabinieri sospettano siano gli autori di altri colpi analoghi
NOVI. Armati di pistola sono entrati all’assicurazione Unipol Sai di via Di Vittorio, a pochi passi da un’altra filiale della stessa compagnia rapinata una ventina di giorni fa. Erano in due, con il volto coperto da cappello e passamontagna, e si sono diretti verso la scrivania dove sedevano una cliente e il titolare. Il 20enne Salvatore Iacono e il 33enne Antonino Neri, il primo residente a Fabbrico e il secondo a Reggiolo, hanno estratto l’arma e l’hanno puntata contro la testa dell’assicuratore. Volevano sapere dove erano i soldi contanti e in pochi istanti hanno razziato 800 euro. Poi, prima di dileguarsi, hanno chiuso la vittima in bagno, lasciando libera, ma atterrita e sotto choc la donna. Rapina completata senza sbavature, hanno subito pensato tanto da decidere di trascorrere il resto del pomeriggio in un bar di Fabbrico, giocando ai videopoker. Con loro c’era anche Cosimo Iacono, 19 anni, il palo del colpo concluso intorno alle 17.30 in via Di Vittorio.
Ma la banda non sapeva che sulle loro tracce c’erano carabinieri di due province: i nuclei operativi di Carpi e Guastalla e i militari delle caserme di Novi, Fabbrico e Campagnola, che nel giro di un paio d’ore li hanno rintracciati e arrestati. Addosso avevano ancora gli 800 euro rapinati, indossavano gli stessi vestiti e messi alle strette hanno confessato. O meglio lo ha fatto Salvatore Iacono, che ha tentato di scagionare il fratello Cosimo. Ma il più giovane della dinastia - lo zio Salvatore era stato arrestato a fine gennaio con l’accusa di violenza sessuale e rapina ai danni della ex compagna, mentre il padre ha avuto diversi precedenti con la giustizia - era invece ben presente a Novi dove era entrato all’assicurazione con la scusa di chiedere informazioni per una pratica auto. Un escamotage per guardarsi intorno e capire le migliori modalità per colpire. E quell’azione, insieme alle fasi della rapina vera e propria, è stata ripresa anche dalle telecamere di sicurezza di un’attività commerciale limitrofa. Immagini, descrizione dei tre banditi, indizi di colpi analoghi e informazioni riservate sono quindi stati utili ai carabinieri per dare un volto alla banda. Che ora si trova in carcere soltanto per l’assalto a Novi, ma su cui l’Arma sta indagando per un’altra ventina di rapine simili, portate a termine nelle province reggiana, mantovana e modenese.
Durante la perquisizione, infatti, sono stati trovati appunti su altri assalti da programmare sul territorio, a Carpi e Castelfranco. E allora il sospetto è più che evidente: potrebbero essere loro gli autori materiali dei colpi messi a segno all’Aci di Concordia - due banditi armati di pistola si erano fatti aprire la cassaforte - e, in appena mezzora, alle assicurazioni Unipol di Rovereto (dipendente spintonata e immobilizzata contro il muro) e Novi (pistola puntata in viso) per razziare qualche migliaia di euro.
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